Mercati asiatici – Nikkei (+1,6%) ai massimi da 30 anni dopo i nuovi record Usa

Listini asiatici prevalentemente positivi dopo i nuovi massimi di Wall Street nonostante le tensioni registrate a Washington.

Ad alimentare gli acquisti le speranze di ulteriori stimoli fiscali negli Stati Uniti dopo la vittoria dei due candidati democratici in Georgia che consentono al partito di ottenere la maggioranza anche al Senato, seppur di un solo voto.

Il clima è stato tuttavia appesantito dagli scontri a Washington dopo che i sostenitori di Trump hanno fatto irruzione a Capitol Hill, costringendo il Congresso a sospendere la sessione di ratifica della vittoria del neopresidente Joe Biden.

Restano nel contempo monitorate le relazioni internazionali dopo che la Borsa di New York ha annunciato il delisting di tre società di telecomunicazioni cinesi e i rumour secondo cui l’amministrazione Trump starebbe valutando di aggiungere Alibaba e Tencent a una black list.

Sul Forex, il cambio euro/dollaro si fissa a 1,2324, mentre il dollaro/yen si muove in area 103,27. Tra le materie prime, petrolio in rialzo con il Brent a 54,80 dollari al barile (+0,9%) e il Wti a 51,17 dollari al barile (+1,1%). Sale l’oro a 1.926 dollari l’oncia (+0,9%).

Tornando ai listini asiatici, deboli Shanghai (-0,2%) e Shenzen (-0,5%). Hong Kong in calo dello 0,6%.

In Giappone nuovi record per il Nikkei (+1,6%) e Topix (+1,7%) ai massimi rispettivamente dall’agosto 1990 e dall’ottobre 2018.

Il tutto dopo le seguenti variazioni a Wall Street: Dow Jones (+1,4%), S&P 500 (+0,6%) e Nasdaq (-0,6%).