Expert.ai – Tecnologia e focus sugli Usa per espandersi a livello globale

A valle dell’aumento di capitale chiuso con successo nel 2020, Expert System, leader europeo nell’applicazione dell’intelligenza artificiale alla comprensione del linguaggio naturale che ha recentemente completato un rebranding incentrato su “expert.ai”, ha avviato l’implementazione del piano strategico ‘Path to Lead’ 2020-2024. Un business plan attraverso cui la Società punta a raggiungere nel 2024 ricavi per 100 milioni e un Ebitda di 22 milioni, espandendosi negli Stati Uniti e completando la migrazione verso un modello di business più evoluto, in grado di generare più ricavi ricorrenti e incrementare la marginalità. Il tutto, beneficiando di una progressiva ripresa degli investimenti e di una sempre più ampia adozione di soluzioni di intelligenza artificiale da parte delle aziende.

Tecnologia, business e mercato: sono questi i tre elementi fondanti dello sviluppo della strategia di expert.ai per i prossimi quattro anni, nei quali punta ad affermarsi come piattaforma di riferimento a livello globale nel mercato dell’intelligenza artificiale per l’NLU/NLP (Natural Language Understanding e Natural Language Processing, NLU/NLP), le tecnologie per l’analisi e l’elaborazione del linguaggio naturale a supporto dei processi decisionali e dell’automazione del business aziendale.

Dal punto di vista tecnologico, “la priorità è lo sviluppo della nuova piattaforma expert.ai e di tutti gli elementi correlati, a partire dai tools di programmazione della stessa”, spiega il Presidente Stefano Spaggiari. “Abbiamo potenziato il team di R&D e continueremo a rafforzarlo, per accelerare lo sviluppo del nuovo modello di business, che prevede una progressiva e più rapida possibile migrazione verso un modello SaaS”.

Con riferimento alla seconda macroarea di intervento, “puntiamo all’acquisizione di nuovi clienti sia attraverso l’approccio top-down sia sfruttando maggiormente la direttrice bottom-up, ma anche allo sviluppo di un canale di partner attraverso cui veicolare le nostre soluzioni e all’embedding di componenti OEM che utilizzino la nostra piattaforma”.

Per quanto riguarda il terzo pilastro, la priorità è l’espansione negli Stati Uniti, “un mercato grande almeno dieci volte quello italiano, caratterizzato da un elevato potenziale e da enormi margini di sviluppo, con una propensione agli investimenti netti decisamente superiore”.

Il primo esempio di questa strategia è riscontrabile nell’accordo siglato con AEGIS, compagnia leader nei servizi assicurativi per il mercato dell’energia, primo cliente del settore insurance con headquarter negli Usa. Un traguardo di successo raggiunto in un anno di transizione come il 2020, inevitabilmente influenzato dall’emergenza legata al Covid-19.

Ma le prospettive per il futuro restano solide, in quanto “le aziende, finalmente, sono sempre più rivolte alla digitalizzazione e dopo tanti anni l’intelligenza artificiale è riconosciuta universalmente come indispensabile. Possiamo dunque far leva su questa crescente maturità del mercato e sugli investimenti del 2020-2021 per aspettarci una forte accelerazione a partire dal 2022, in linea con quanto previsto dal piano”.

Il tutto grazie anche al crescente fermento dal punto di vista finanziario e dell’M&A nel mondo dell’intelligenza artificiale”, con gli investitori sempre più consapevoli della rilevanza delle soluzioni di intelligenza artificiale per il business delle aziende.

 

Stefano Spaggiari, Presidente di expert.ai, illustra le priorità strategiche

“I pilastri della nostra strategia sono quelli illustrati nel piano Path to Lead 2020-2024 presentato a giugno, sul quale abbiamo accelerato a partire da settembre, a valle dell’aumento di capitale”, afferma Stefano Spaggiari, Presidente di expert.ai.

“I tre elementi fondanti su cui vogliamo basare lo sviluppo sono tecnologia, business e mercato. Dal punto di vista tecnologico, intendiamo sviluppare la nostra piattaforma, rinforzare l’area R&D e migrare sempre più verso un modello SaaS (Software as a Service)”.

Con riferimento al business, “spingeremo maggiormente sull’acquisizione di clienti dal basso, con un approccio bottom-top, oltre a sviluppare partnership con terze parti e incrementare la componente OEM”.

Infine, il piano prevede un particolare focus sul mercato degli Stati Uniti, “riproponendo soluzioni già sviluppate in Europa in un mercato più vasto e con maggiore propensione agli investimenti, per affermarci in termini di soluzioni e brand”, conclude Spaggiari.

 

Lo sviluppo tecnologico della piattaforma SaaS

Dal punto di vista della tecnologia, “la priorità è lo sviluppo della nuova piattaforma expert.ai e di tutti gli elementi correlati, a partire dai tool di programmazione della stessa”.

Proprio per questo motivo, prosegue il Presidente, “abbiamo raddoppiato l’area di ricerca e sviluppo negli ultimi mesi e altre persone arriveranno nel 2021, per avere un team di R&D ancora più forte e ricco di grandi talenti”.

Questo rappresenta “il punto di partenza su cui innestare il nuovo modello di business che prevede una progressiva e più rapida possibile migrazione verso un modello SaaS”.

Con il piano Path to Lead la Società si è infatti posta l’obiettivo di accrescere significativamente la componente SaaS/Recurring sui ricavi totali, raggiungendo nel 2024 una quota pari al 79% (63% CAGR).

Si tratta di tecnologie “che già in parte implementiamo ma sulle quali accelereremo ulteriormente, con vantaggi, tra le altre cose, dal punto di vista della marginalità e della standardizzazione nella vendita”.

 

Acquisizione di nuovi clienti “dal basso”, partnership e OEM

Per quanto riguarda più strettamente il modello di business, “puntiamo all’acquisizione di nuovi clienti sia attraverso l’approccio top-down sia sfruttando maggiormente la direttrice bottom-up”, afferma Spaggiari.

“Abbiamo sempre lavorato partendo dall’azienda, dalle funzioni di prodotto e di business per poi calarci verso il basso, entrando in contatto anche con sviluppatori e data scientist. La nuova strategia, che prevede una piattaforma in cloud e SaaS, amplierà la nostra capacità di raggiungere questo mondo e far conoscere la nostra tecnologia partendo dal basso. Il tutto, mantenendo nel contempo l’approccio top-down che ci ha dato grandi soddisfazioni fino ad ora e promuovendo un incontro fra questi due mondi”.

A questo si affianca la crescita della dimensione delle terze parti e della componente OEM (Original Equipment Manufacturer). La prima prevede lo “sviluppo di un canale di partner attraverso cui veicolare le nostre soluzioni, occupandoci della parte più consulenziale e strategica dei servizi professionali e demandando a sviluppatori e system integrator la proposta e l’implementazione delle nostre soluzioni”.

Il piano strategico prevede, in concomitanza con l’incremento della quota di ricavi Saas/Recurring, una costante riduzione del peso dei ricavi legati ai Professional Services, che si attesterà nel 2024 a circa il 13% rispetto all’attuale 36%.

Infine, la strategia in merito agli OEM consiste nel “creare una rete di controparti in grado di sviluppare soluzioni software che sfruttino la piattaforma di NLU di expert.ai e incorporarle all’interno delle nostre soluzioni. Quasi tutte le soluzioni software, infatti, necessitano di un trattamento evoluto della conoscenza di testi non strutturati”, attività in cui la Società è leader.

 

Replicare negli Usa le competenze sviluppate in Europa

Il terzo pilastro di sviluppo, sul quale si stanno concentrando ingenti investimenti, è l’espansione negli Stati Uniti, che rappresentano un ecosistema fertile per l’innovazione e favorevole alla rapida scalabilità del business.

“Si tratta di un mercato grande almeno dieci volte quello italiano, caratterizzato da un elevato potenziale e da enormi margini di sviluppo”, spiega Spaggiari. “Abbiamo fatto ottime cose in Europa e intendiamo riproporle negli Usa, dove la propensione agli investimenti netti è decisamente superiore”.

In questo senso, la società ha recentemente annunciato l’accordo con AEGIS, compagnia leader nei servizi assicurativi per il mercato dell’energia, con sedi in USA, Canada e UK. Si tratta del primo cliente statunitense in ambito assicurativo, dopo altri clienti americani in settori diversi e i molteplici accordi con realtà internazionali del comparto insurance, nel quale expert.ai vanta competenze molto verticali.

“È un primo esempio concreto della nostra strategia, che punta a replicare nel Nord America le competenze sviluppate in Europa, ma contiamo che ne arrivino molti altri nei prossimi mesi”, afferma il Presidente.

 

Il Piano ‘Path to Lead 2020-2024’

Il piano strategico “Path to Lead” 2020-2024 ha come obiettivo la crescita globale di expert.ai, sfruttando il rapido sviluppo del mercato dell’intelligenza artificiale. In particolare, la Società punta a diventare la piattaforma di riferimento a livello globale nel mercato dell’intelligenza artificiale per l’NLU/NLP (Natural Language Understanding e Natural Language Processing, NLU/NLP), le tecnologie per l’analisi e l’elaborazione del linguaggio naturale a supporto dei processi decisionali e dell’automazione del business aziendale.

Per quanto riguarda i target economici, nel 2024 sono attesi ricavi pari a 100 milioni (32% CAGR 2020-24) e un Ebitda pari a 22 milioni.

Il Piano si sviluppa nell’arco di tre fasi. La prima, che abbraccia il 2020-2021, sarà concentrata sul set-up della strategia Go-to Market e della nuova piattaforma alla base del piano, tenendo conto dell’elevato grado di incertezza causato dalla crisi legata al COVID-19.

La seconda, che si svilupperà nel biennio 2022-2023, sarà caratterizzata da elevati tassi di crescita a seguito degli investimenti effettuati sul fronte sia sales & marketing (in termini di risorse umane e progetti) sia tecnologico.

Nella terza fase, a partire dal 2024, si cominceranno a raccogliere in modo significativo i frutti del Piano con un forte incremento dei ricavi e soprattutto della marginalità, generando flussi positivi di cassa.

La Società prevede importanti investimenti in R&D, pari a circa 50 milioni, e nelle attività di sales & marketing (circa 117 milioni).

 

2020, un anno di transizione

“Il 2020 è stato sicuramente un anno complicato per tutti”, spiega Spaggiari “e abbiamo lavorato al massimo per ottenere i migliori risultati possibili, raggiungendo anche traguardi significativi come quello del primo cliente assicurativo negli Usa, ma il 2020 resta comunque un anno di transizione. Puntiamo senz’altro sul 2021 e il 2022, gli anni che per il combinato disposto dei nostri investimenti e della ripresa del mercato ci daranno sicuramente maggiori soddisfazioni”.

Pur in tale contesto sfidante, a luglio la società ha chiuso con successo un importante aumento di capitale raccogliendo 25 milioni con un forte riscontro da parte degli investitori esteri. Risorse che, unite alla vendita della quota in Cy4Gate, sbarcata sul mercato Aim il 24 giugno, hanno permesso di finanziare l’intero ammontare totale ipotizzato per supportare lo sviluppo del piano, pari a 30 milioni.

 

Le prospettive per il biennio 2021-2022

“L’evoluzione prevedibile del mercato è chiaramente legata all’attualità e dunque alla pandemia”, spiega Spaggiari. “Nel giro di qualche mese la situazione dovrebbe migliorare e man mano che si normalizzerà si potrà ipotizzare un ritorno alla fiducia e agli investimenti. Anche per questi motivi, crediamo che i prossimi due anni siano molto importanti per noi”.

Come evidenziato dal business plan, “il 2021 sarà un anno di costruzione delle fondamenta, di preparazione al vero e proprio salto che ci dovrà essere a partire dal 2022. Tuttavia, già nel corso del 2021 misureremo il successo dell’implementazione del piano sulla base di variabili come l’evoluzione della qualità dei ricavi (sempre più orientati alla componente SaaS), la crescita negli Stati Uniti, l’incremento della customer base e la quota di nuovi clienti dal basso”.

Nel complesso, “guardiamo al futuro con ottimismo anche perché, finalmente, le aziende sono e saranno sempre più rivolte alla digitalizzazione e dopo tanti anni l’intelligenza artificiale è riconosciuta universalmente come indispensabile. Pertanto, possiamo far leva su questa crescente maturità del mercato e sugli investimenti del 2020-2021 per aspettarci un’ulteriore accelerazione in seguito”.

 

Le tempistiche di adozione dell’intelligenza artificiale

Quando si parla di pandemia e lockdown si tende spesso a pensare che le aziende attive in ambito digitale siano state tutte avvantaggiate, ma è doveroso fare alcune distinzioni. Questa prima fase, infatti, ha agevolato perlopiù le aziende che forniscono servizi legati alla digitalizzazione della vita delle persone, mentre per dinamiche come la digitalizzazione dei processi di business o ancor più degli hardware sono necessarie tempistiche più lunghe.

“Il processo di adozione di strumenti di intelligenza artificiale all’interno delle aziende richiede diverse fasi, dalla prova, alla delibera del progetto, dall’allocazione dei budget all’implementazione”, conferma Spaggiari. “Decidere di adottare una piattaforma di Natural Language Understanding per la process automation non è come acquistare servizi connessi allo smart working o alla gestione da remoto di eventi e meeting, è molto più complesso dal punto di vista organizzativo e strategico”.

Questo comunque “non vuol dire che le cose non stiano già andando nella direzione giusta, anche se servirà del tempo per crescere, come per tutte le cose più complesse. Anche per questi motivi abbiamo fornito un outlook di crescita dei ricavi più prudente nel 2021 ma sicuramente molto più aggressivo e consistente nel 2022, per tenere conto dei tempi di adozione necessari”.

 

Un crescente fermento nel settore

Un ulteriore aspetto da sottolineare, aggiunge il Presidente, “è il grande fermento anche dal punto di vista finanziario e di M&A nel mondo dell’intelligenza artificiale”.

Ci sono pochissime aziende quotate che si occupano esclusivamente di questo, ma “sta crescendo la consapevolezza che le soluzioni e i prodotti di questo tipo possano avere una valenza strategica per il business delle aziende”.

Pertanto, “contiamo che anche dal lato finanziario il nostro settore possa vivere in maniera diversa i prossimi anni e che gli investitori abbiano sempre più la percezione di quanto l’intelligenza artificiale sia rilevante per il presente e il futuro”.

Una consapevolezza emersa anche dall’ottimo andamento dell’aumento di capitale precedentemente ricordato.

 

Borsa

Nelle ultime 52 settimane il titolo “Expert System” ha ceduto circa il 24% del proprio valore, a fronte del -6% del Ftse Aim Italia, attestandosi in area 2,4 euro.

Un andamento, comunque, poco significativo in quanto condizionato da fattori esterni, in primis gli effetti della pandemia sui mercati azionari e i consueti problemi strutturali e di liquidità che caratterizzano il mercato AIM Italia.

Inoltre, risulta inadeguato confrontare l’andamento di expert.ai con altre società dell’Hi-tech in quanto, come specificato in precedenza, la digitalizzazione ha molteplici sfaccettature e le aziende maggiormente agevolate dalla situazione di quest’anno sono state quelle che svolgono business differenti e con una maturità diversa.

La panoramica dei giudizi sul titolo raccolti da Bloomberg evidenzia un target price medio, fra gli studi più aggiornati, pari a 3,75 euro. Valutazione che implica un potenziale upside intorno al 56% rispetto ai corsi attuali.