Giornata positiva per le borse del Vecchio Continente, sostenute anche dal rimbalzo di Wall Street dopo le perdite della scorsa settimana.
A Piazza Affari il Ftse Mib termina in progresso dell’1,2% a 21.825 punti, mediamente in linea con il Dax di Francoforte (+1,4%), il Cac 40 di Parigi (+1,2%), il Ftse 100 di Londra (+0,9%) e l’Ibex 35 di Madrid (+0,6%).
Oltreoceano, avanzano Dow Jones (+0,6%), S&P500 (+1,2%) e Nasdaq (+1,8%), reduci dalla peggior seduta degli ultimi tre mesi in scia al nervosismo per il caso Gamestop e ai timori legati alla pandemia, mentre prosegue la stagione di trimestrali aspettando i conti dei colossi Alphabet e Amazon.
Resta in primo piano la vicenda dei piccoli trader intenti a scommettere su alcuni asset contro i grandi fondi. Nel loro mirino sono finite ora le materie prime e in particolare l’argento, volato sopra quota 30 dollari l’oncia per la prima volta dal 2013.
Diversi analisti ritengono comunque che la recente esplosione speculativa dei retail non farà deragliare il bull market, sottolineando che un’impennata della volatilità ha spesso accompagnato un peggioramento dell’outlook della crescita, insieme a segnali di valutazioni troppo elevate.
In Europa tiene banco la questione vaccini, dopo le polemiche della scorsa settimana innescato dallo scontro fra UE e Astrazeneca, che nel frattempo ha annunciato la fornitura di 9 milioni di dosi aggiuntive nel primo trimestre dell’anno ai Paesi del blocco. Inoltre, Pfizer si è impegnata a consegnare fino a 75 milioni di dosi di vaccino in più all’Ue nel secondo trimestre.
Dall’agenda macro sono giunti i dati sull’attività manifatturiera, che nell’eurozona hanno confermato un buon andamento all’inizio del 2021 e negli Usa hanno addirittura registrato un record con il relativo indicatore a 59,2 punti a gennaio. In precedenza, il Pmi Caixin cinese era sceso al minimo degli ultimi sette mesi a 51,5 punti, deludendo gli analisti. L’Ism manifatturiero invece è sceso a 58,7 punti, sotto le stime.
Sul Forex, l’euro/dollaro arretra a 1,208 mentre il cambio tra biglietto verde e yen risale in area 105.
Tra le materie prime risalgono le quotazioni del greggio con il Brent (+1,5%) a 55,8 dollari e il Wti (+1,3%) a 52,9 dollari.
Sull’obbligazionario, lo spread Btp-Bund si riduce a 113 punti base, con il rendimento del decennale italiano allo 0,62%, in attesa di sviluppi sulla crisi di governo.
Tornando a Piazza Affari, in vetta al Ftse Mib spicca Atlantia (+8,9%) che ha ricevuto una lettera dal consorzio CDP-Blackstone-Macquarie, in cui viene richiesta una estensione dei termini per la presentazione di un’offerta finale per l’88% di ASPI entro la fine di febbraio. In evidenza Azimut (+3,5%) mentre chiudono in calo Eni (-1,8%) e Pirelli (-0,6%).

























