Partenza sopra la parità a Wall Street, che prosegue la corsa su nuovi record dopo che i dati sull’occupazione statunitense a gennaio hanno rafforzato le aspettative su nuovi stimoli all’economia. Dopo pochi minuti di scambi, il Dow Jones guadagna lo 0,6%, lo S&P 500 lo 0,5% e il Nasdaq lo 0,3%.
Il Job Report ha mostrato che l’economia americana a gennaio ha creato 49 mila nuovi impieghi nel settore non agricolo, al di sotto dei 105 mila previsti dagli analisti, mentre la rilevazione di dicembre è stata rivista al ribasso da -140 mila a -227 mila.
Il tasso di disoccupazione, invece, è sceso al 6,3% rispetto alle previsioni di una lettura invariata al 6,7%, mentre i salari medi orari sono aumentati dello 0,2% su base mensile, inferiore al +0,3% atteso dagli analisti e al +1% del mese precedente.
Numeri che evidenziano come il mercato del lavoro continui a faticare anche mentre altri settori dell’economia stanno rimbalzando, alimentando le attese sull’arrivo di ulteriori stimoli in tempi brevi.
Il Senato Usa ha votato il progetto del budget per il nuovo piano di aiuti da 1.900 miliardi di dollari del presidente Joe Biden, con il vice presidente Kamala Harris che ha segnato il suo primo intervento decisivo per l’approvazione della proposta.
Intanto l’azionario globale continua a flirtare con nuovi massimi assoluti, avviandosi ad archiviare la miglior settimana da novembre in un contesto che vede un rimbalzo degli utili societari e le banche centrali che confermano il loro sostegno contro la pandemia.
Sul Forex il biglietto verde si indebolisce nei confronti delle altre valute, restando comunque sulla strada per chiudere la sua miglior ottava degli ultimi tre mesi. Il cambio euro/dollaro è risalito oltre quota 1,20, mentre il dollaro/yen si mantiene in area 105.
Tra le materie prime prosegue il rialzo delle quotazioni del greggio sui massimi da un anno con il Brent (+1,3%) a 59,8 dollari e il Wti (+1,9%) a 57,3 dollari, sulle speranze di una ripresa economica più rapida e di tagli all’offerta da parte dell’Opec+.
Nel comparto obbligazionario, infine, il rendimento del decennale americano si mantiene all’1,15% e quello del biennale allo 0,11%.

























