Fervi – Conferma la strategia di crescita organica, M&A ed espansione internazionale

Una solida struttura finanziaria e la ripresa record dei ricavi nel secondo semestre 2020 sono le basi per recuperare il terreno perso causa pandemia già quest’anno, per poi prepararsi a rilanciare il percorso di crescita pluriennale. Pur in uno scenario ancora caratterizzato da incertezza, Fervi ha confermato la propria strategia di sviluppo organico e per linee esterne, puntando a una maggiore espansione internazionale e continuando ad ampliare la propria offerta.

“Proseguire il proprio percorso di crescita continuando ad ampliare la gamma prodotti, rafforzare la presenza internazionale, spingere sulla politica commerciale e di marketing”.

Sono queste le linee guida individuate da Fervi per confermare l’obiettivo di diventare uno dei player europei di riferimento nel settore MRO (maintenance, repair and operations) della fornitura di attrezzature professionali.

Una strategia in cui a farla da padrone saranno l’innovazione digitale e il continuo inserimento di risorse qualificate, preparandosi a rilanciare la crescita attraverso un mix di sviluppo organico e per linee esterne.

Se da una parte il lancio di nuovi prodotti, con il target di raddoppiare le referenze ogni cinque anni, resta una priorità fondamentale, dall’altra l’emergenza Covid ha evidenziato ulteriormente la necessità di avere dimensioni adeguate ad affrontare le sfide di un mercato globale.

L’M&A resta dunque centrale per Fervi sia per una maggiore espansione internazionale sia per rafforzare la value proposition, puntando ad acquisizioni che possano migliorare l’offerta, i canali distributivi e la diversificazione geografica.

Il tutto in uno scenario macroeconomico ancora caratterizzato da elementi di incertezza, in cui il gruppo ha comunque dimostrato una buona solidità del business reagendo prontamente alle sfide poste dalla pandemia.

Pur in un anno straordinario come il 2020, infatti, nel secondo semestre Fervi ha registrato il record storico di ricavi per il periodo pari a 14 milioni, mentre il buon inizio del 2021 consente di prevedere il recupero dei livelli pre-pandemia già in questo esercizio.

Da sottolineare, inoltre, come il gruppo sia riuscito a mantenere una solida struttura patrimoniale, con una liquidità netta a fine 2020 in miglioramento a 2,9 milioni, a conferma della capacità dell’azienda di generare cassa.

Il Direttore Generale di Fervi, Guido Greco, illustra le priorità strategiche

“Continuare a spingere sulla crescita organica tramite l’ampliamento dell’offerta, rafforzare la presenza internazionale anche tramite eventuali acquisizioni, maggiore focus sulla politica commerciale e di marketing”.

Sono queste le priorità strategiche individuate dal Direttore Generale di Fervi, Guido Greco, su cui “stiamo lavorando in uno scenario macroeconomico ancora caratterizzato da incertezza, ma in cui abbiamo comunque mostrato una buona resilienza del business”.

Il gruppo, infatti, nel secondo semestre 2020 ha evidenziato una ripresa record del fatturato e i primi mesi del nuovo esercizio consentono di porre l’obiettivo di recuperare i livelli del 2019 già quest’anno.

Nonostante la pandemia, quindi, “abbiamo confermato le linee guida per lo sviluppo della società nei prossimi anni, aspirando a diventare un player europeo di riferimento nel settore MRO (maintenance, repair and operations)”.

La crescita organica: raddoppiare le referenze ogni 5 anni

Il primo pilastro della strategia di Fervi riguarda il proseguimento del trend di crescita che ha caratterizzata gli ultimi anni, investendo nella ripresa post pandemia con progetti mirati e pensati per il lungo periodo.

In particolare, l’aumento del fatturato sarà trainato dal lancio di nuovi prodotti, “con l’obiettivo di raddoppiare il numero di referenze ogni cinque anni, ampliando l’offerta disponibile sia in ambito di categoria merceologica che di consolidamento delle gamme attuali” spiega Greco.

Dal 2014 al 2020, le referenze sono crescite da 4.700 a 8.600, segnando un +83% e un +100% al netto delle dismissioni, a cui si aggiungono le 5.000 derivanti dall’acquisizione di Vogel-Germany avvenuta nel 2019.

“La conferma di questo trend sarà possibile anche grazie al rafforzamento della funzione di product marketing, che ha visto l’inserimento di 3 nuovi product managers nel corso del 2020 con l’obiettivo di effettuare lo scouting anche in categorie merceologiche e campi di applicazione nuovi e attivare nuovi canali di fornitura”.

L’inserimento di figure qualificate rappresenta infatti uno dei punti chiave della strategia del gruppo, che ha lanciato un importante programma di inserimento di risorse umane di alto profilo per rafforzare la struttura nei comparti sviluppo prodotti, commerciale e distribuzione.

Rinnovato focus su politica commerciale e di marketing

A tal proposito, “abbiamo inserito anche un nuovo direttore marketing, finalizzato ad aumentare la visibilità e continuare il processo di brand awareness anche in un periodo in cui non si possono organizzare fiere ed eventi nazionali e internazionali” prosegue il General Manager.

La situazione a livello internazionale venutasi a creare con la pandemia, con le restrizioni a viaggiare e il quasi totale azzeramento dell’attività fieristica, ha infatti portato Fervi a un rinnovato focus sulla politica commerciale e di marketing.

“Il primo risultato è stata la realizzazione della prima virtual convention con la rete vendita a gennaio 2021, durante la quale sono state illustrate le nuove linee guida commerciali e di marketing”.

Per quanto riguarda la brand awareness, inoltre, la società ha posto in essere un programma di sponsorizzazioni in manifestazioni sportive, da cui si attende un significativo ritorno di immagine in grado di aumentare la visibilità dei prodotti.

Espansione internazionale e M&A

Una strategia di sviluppo ben delineata, quindi, che mira non solo a rafforzare la propria presenza in Italia, dove il gruppo può contare su una presenza radicata e una distribuzione capillare sul territorio, ma anche a una maggiore espansione internazionale.

“L’estero resta sempre un target rilevante soprattutto dopo l’acquisizione di Vogel Germany, con l’obiettivo di aumentare significativamente fino al 50% la componente di ricavi al di fuori dei confini nazionali” conferma Greco.

Un target da raggiungere sia tramite la crescita organica, rafforzando la struttura Export con l’ingresso di nuove risorse, sia attraverso l’identificazione di partnership commerciali ed eventuali operazioni di M&A.

“Lo sviluppo per linee estere rappresenta un punto focale della nostra strategia, puntando ad acquisizioni in grado di migliorare la nostra value proposition e che apportino almeno due delle seguenti tre caratteristiche: prodotto, clienti/canali, territorio”.

Il tutto potendo contare su un track record di successo, dopo le operazioni Vogel Germany nel 2019 e Riflex nel 2015, e su una solida situazione finanziaria, che a fine 2020 vedeva una posizione finanziaria netta positiva per 2,9 milioni, in aumento di circa 0,5 milioni rispetto al 30 giungo 2020 e di 2 milioni rispetto al 31 dicembre 2019.

L’andamento degli ultimi dodici mesi

Il 2020 è stato un anno inevitabilmente condizionato dagli effetti della pandemia, che ha provocato un andamento contrastante tra le difficoltà del primo semestre e la forte ripresa del secondo.

“I primi sei mesi dell’esercizio sono stati chiaramente penalizzati dal periodo di lockdown, che rende difficile commentare l’andamento generale dell’azienda. È comunque importante sottolineare alcune azioni che abbiamo intrapreso tempestivamente, tra cui il lancio di una linea di prodotti di igiene e sicurezza, il supporto finanziario ai clienti che hanno mantenuto fede alle scadenze e il mancato ricorso alla cassa integrazione”.

Elementi che – dichiara il Direttore Generale di Fervi – “hanno sicuramente contribuito a creare un clima molto favorevole all’interno del gruppo e che hanno generato effetti positivi nel secondo semestre”.

La seconda parte dell’anno, infatti, ha registrato il record storico di ricavi per il periodo pari a circa 14 milioni, in crescita del 2% rispetto ai 13,7 milioni del corrispondente semestre 2019.

Un forte recupero che ha consentito di compensare parzialmente l’inevitabile contrazione del primo semestre, limitando il calo complessivo dell’intero esercizio al 9% a 26,2 milioni rispetto ai 28,8 milioni del 2019.

Il tutto mantenendo, come anticipato sopra, una solida posizione finanziaria anche grazie a un’attenta politica di contenimento dei costi, confermando la capacità del gruppo di generare un cash conversion rate su base annuale estremamente significativo.

Lo scenario 2021-2022

“L’attuale quadro congiunturale si conferma complesso e gli sviluppi dei prossimi mesi saranno soggetti a forte aleatorietà dovuta a criticità sanitarie e geopolitiche” afferma Greco.

“Per quanto ci riguarda, anche alla luce delle statistiche disponibili, il nostro settore non ha risentito in maniera dirompente degli effetti della pandemia, pur trovandosi ad affrontare situazioni difficilmente preventivabili prima della crisi”.

In particolare, “la situazione macroeconomica che si è venuta a creare ha generato un aumento della domanda soprattutto in Nord America, mentre i produttori asiatici non riescono a evadere gli ordini nei tempi consueti con conseguenti ritardi che si accumulano sulle spedizioni”.

Inoltre, “l’andamento valutario sfavorevole ha portato a un incremento dei prezzi di acquisto anche a seguito dell’aumento dei costi delle materie prime, a cui si aggiunge un trend speculativo sui noli internazionali che ha causato una riduzione degli spazi disponibili e una conseguente impennata dei costi”.

Un insieme di fenomeni che ha spinto diversi player del settore ad aumentare significativamente i prezzi dei propri listini se non, in alcuni casi, addirittura a interrompere le importazioni di alcuni prodotti”.

“Dal nostro punto di vista – sottolinea il Direttore Generale – i rapporti ultradecennali con i fornitori e la nostra solidità finanziaria ci permettono di contenere l’aumento dei prezzi d’acquisto e, di conseguenza, l’aumento di listino, oltre ad avere disponibilità di materiale verosimilmente superiore ai nostri competitors, assicurandoci così un vantaggio competitivo su cui far leva almeno per tutto il 2021”.

Alla luce di ciò, Fervi punta a recuperare il livello di fatturato 2019 già quest’anno, per poi riprendere il processo di crescita pluriennale. “Il risultato record del secondo semestre 2020 insieme ai dati estremamente positivi dell’inizio del 2021 ci lasciano presuppore che l’obiettivo, per quanto sfidante, possa essere raggiungibile, mettendo in campo tutte le nostre energie e competenze”.

Borsa

Nell’ultimo anno, il titolo a Piazza Affari ha guadagnato circa il 3%, sostanzialmente in linea alla performance del Ftse Italia Aim. Dai minimi di metà marzo, le quotazioni del gruppo hanno recuperato oltre il 30% fino a toccare un massimo di 12,50 euro il 6 gennaio, salvo poi ritracciare nelle ultime settimane viaggiando ora in area 11 euro.

Nel suo ultimo studio del 19 ottobre 2020, ha mantenuto la raccomandazione di acquisto sul titolo, alzando il target price da 15,53 a 16,08 euro, pari a un potenziale upside di oltre il 45% rispetto alle quotazioni attuali.