Sourcesense (Aim) – Risultati preliminari 2020 confermano efficacia scelte strategiche

Sourcesense ha diffuso i risultati preliminari del 2020 che hanno messo in evidenza un forte sviluppo del Valore della Produzione (17,2 mln; +11% a/a) e dell’Ebitda (2,1 mln; +24% a/a). I dati al 31 dicembre 2020 mostrano anche una posizione finanziaria netta positiva (cassa) per 2 milioni, influenzata dai proventi derivanti dall’IPO, al netto degli investimenti effettuati (0,6 milioni) per l’acquisizione di MMUL (i cui dati economici saranno consolidati a partire dal bilancio 2021).

Come sottolineato da Marco Bruni, Presidente e Amministratore Delegato, “Il positivo andamento evidenziato dai dati preliminari per l’esercizio 2020, in termini di fatturato e marginalità, conferma la forza e l’efficacia delle nostre scelte strategiche che pongono in primo piano una crescita costante e sostenibile del nostro business. Il 2020 ha rappresentato un punto di svolta per Sourcesense, con la quotazione sul Mercato AIM Italia gestito da Borsa Italiana, perfezionata lo scorso 12 agosto. Un passo del quale siamo molto orgogliosi e che ha consentito un significativo rafforzamento della struttura patrimoniale e finanziaria”.

Il 2021 è iniziato sotto i migliori auspici, accelerando il percorso di crescita con l’annuncio di due nuovi contratti, che hanno visto Sourcesense entrare nel mercato della GDO e consolidare la presenza nel settore della Pubblica Amministrazione, dopo essersi aggiudicata la gara pubblica indetta dal CRUI-Conferenza dei Rettori delle Università Italiane.

In particolare, Marco Bruni ha illustrato a Market Insight l’importanza del contratto del valore di 3 milioni siglato con CRUI per la fornitura triennale di servizi e soluzioni, basate su software MongoDB – di cui la società è partner storico – che permetterà al sistema universitario di accedere a soluzioni utili per la gestione di elevate quantità di dati e realizzazione di applicazioni moderne e scalabili.

Tale accordo ha rappresentato “una piacevole novità, non essendo previsto dal nostro piano industriale e avendoci permesso di entrare nel mondo delle università Italiane attraverso un consorzio che vede la presenza di 84 Atenei ed Istituti, tra i più importanti del panorama italiano. Le soluzioni basate su tecnologia aperta MongoDB permetteranno di utilizzare grandi quantità di dati su cloud anche nel comparto accademico che, promuovendo la cultura dell’innovazione come leva di trasformazione del Paese, ci attendiamo possa ispirare un forte ampliamento della richiesta nel mercato della PA”.

Ricordiamo in merito che nell’ambito della Pubblica Amministrazione già nel primo semestre del 2020, Sourcesense aveva registrato il 14,3% del fatturato in Italia.

Un accordo che ha confermato le strategie avviate e rappresenta “il risultato del rafforzamento di una pressione sul mercato che vedrà Sourcesense portare avanti iniziative congiunte e auspicabilmente di successo come quanto annunciato con il CRUI”.

“La pandemia ha infatti inevitabilmente impresso un’accelerazione al percorso di digitalizzazione di molte realtà, aumentando le opportunità per le imprese attive nel settore”, specifica Marco Bruni, che prosegue soffermandosi sulle prospettive create anche dal Recovery Fund, dato che “la digitalizzazione sembra essere una delle voci di spesa più importanti del piano. Un discorso che non interesserà solamente l’Italia ma anche l’intera Europa”.

“Da tempo stiamo realizzando attività in questa direzione e gli ultimi contratti testimoniano l’efficacia delle azioni intraprese. Confidiamo infatti di portare avanti la strategia di sviluppo dei servizi cloud, dove il mercato si mostra decisamente più ricettivo. Le aziende ora sono focalizzate sul risultato immediato e stanno progressivamente utilizzando un approccio Software-as-a-Service che permette loro di ottenere più rapidamente i servizi, come mostra anche l’altro contratto recentemente siglato con una multinazionale attiva nella Grande Distribuzione Organizzata. Un mercato estremamente interessante, impegnato ora ad affrontare una richiesta di maggiore digitalizzazione e servizi da remoto”.

“La nostra offerta”, spiega Bruni, “presenta inoltre una focalizzazione specifica, in quanto lavorando con Open Source in modalità Multicloud, forniamo soluzioni e servizi basati su tecnologie innovative ed affidabili che preservano il valore degli investimenti dei nostri clienti anche limitando il lock-in dei software vendor tradizionali e dei cloud provider.”.

Il percorso di aggregazione di competenze rappresenta un elemento fondamentale dei piani di sviluppo del gruppo ed è stato portato avanti con l’acquisizione del 100% di MMUL, società specializzata nella realizzazione e gestione automatica di infrastrutture cloud di nuova generazione, con competenze coerenti con alcune nostre tecnologie e che presidia da anni il settore dei pagamenti erogando servizi cloud a diversi clienti del settore”.

L’operazione, conclude il Presidente e Amministratore Delegato, “ci permetterà di ampliare ulteriormente il mercato del settore finanziario verso operatori con una specificità in strumenti di pagamento online, che non avevamo ancora aggredito e che presentano un appeal indiscutibile alla luce della progressiva migrazione dei pagamenti verso sistemi online”.