Mercati Usa – Previsto avvio ancora in rosso per il Nasdaq in attesa testimonianza di Powell

Il future sul Nasdaq cede l’1,7% e quello sullo S&P 500 lo 0,5% mentre il derivato sul Dow Jones scambia sulla parità, preannunciando una partenza ancora in calo per i tecnologici a Wall Street in attesa dell’intervento questo pomeriggio del presidente della Federal Reserve.

Ieri, il Nasdaq ha chiuso in rosso del 2,5%, con gli investitori che si interrogano sull’appeal dei titoli più cari come i tecnologici dopo che il settore aveva guidato il forte recupero seguito al crollo causato dallo scoppio della pandemia l’anno scorso.

Lo S&P 500, invece, ha terminato la seduta di ieri in ribasso dello 0,8% registrando un calo per il quinto giorno consecutivo, la peggior striscia da circa un anno, mentre il Dow Jones ha segnato un +0,1%.

Le aspettative di crescita dell’inflazione alimentate dal recupero dell’economia globale continuano a tenere sotto pressione l’equity, complice il crescente costo dell’indebitamento a lungo termine con la recente impennata dei rendimenti obbligazionari.

Ieri, un tratto chiave della curva dei Treasuries statunitensi, quello tra il titolo a 5 anni e il titolo a 30 anni, ha toccato i massimi da più di sei anni, mentre il rendimento del Tbond ha toccato un picco dell’1,39%.

Le preoccupazioni riguardano, da un lato, il fatto che i mercati abbiano già scontato la maggior parte delle prospettive di recupero dell’economia mondiale grazie alle campagne di vaccinazioni e i nuovi stimoli fiscali Usa.

Dall’altro, si teme che le banche centrali possano decidere di iniziare a riconsiderare i programmi di emergenza messi in campo per combattere gli effetti della crisi sanitaria e che hanno contribuito a sostenere i mercati.

Il tutto in attesa questo pomeriggio della prima parte della consueta audizione del numero uno della Fed, Jerome Powell, davanti alla Commissione banche del Senato Usa, mentre domani parlerà al Financial Services panel della Camera.

In particolare, gli operatori si attendono che Powell rassicuri sul fatto che l’istituto di Washington tollererà un’inflazione più alta senza correre troppo verso il rialzo dei tassi, contribuendo a placare il nervosismo sui mercati.