Partenza negativa a Wall Street con il settore tecnologico che guida ancora i ribassi, in attesa dell’intervento questo pomeriggio del presidente della Fed Jerome Powell. Dopo pochi minuti di scambi, il Nasdaq cede l’1,9%, lo S&P 500 lo 0,6% e il Dow Jones lo 0,2%.
Le aspettative di crescita dell’inflazione continuano a tenere sotto pressione l’azionario, complici le elevate valutazioni raggiunte dall’equity che hanno ridotto l’appeal di titoli come quelli tech e il crescente costo dell’indebitamento a lungo termine con la recente impennata dei rendimenti obbligazionari.
Nel reddito fisso, il tasso sul decennale americano si attesta all’1,38% e quello del biennale allo 0,11%, dopo che ieri un tratto chiave della curva dei Treasuries statunitensi, quello tra il titolo a 5 anni e il titolo a 30 anni, ha toccato i massimi da più di sei anni.
Le preoccupazioni riguardano, da un lato, il fatto che i mercati abbiano già scontato la maggior parte delle prospettive di recupero dell’economia mondiale grazie alle campagne di vaccinazioni e i nuovi stimoli fiscali Usa.
Dall’altro, si teme che le banche centrali possano decidere di iniziare a riconsiderare i programmi di emergenza messi in campo per combattere gli effetti della crisi sanitaria e che hanno contribuito a sostenere i mercati.
Il tutto in attesa questo pomeriggio della prima parte della consueta audizione del numero uno della Fed, Jerome Powell, al Congresso Usa, con gli operatori che si attendono rassicurazioni sul fatto che l’istituto di Washington tollererà un’inflazione più alta senza correre troppo verso il rialzo dei tassi.
Intanto sul Forex il biglietto verde rimbalzo dai minimi di sei settimane nei confronti delle altre valute, con il cambio euro/dollaro in area 1,215 e il dollaro/yen a 105,3.
Tra le materie prime, infine, rifiatano le quotazioni del greggio dopo i guadagni degli scorsi giorni, con il Brent (-0,3%) a 64,2 dollari e il Wti (-0,7%) a 61,3 dollari.

























