Seduta contrastata per i principali listini asiatici dopo un avvio di settimana in forte ascesa per Wall Street, dove il sentiment positivo è stato alimentato dalla discesa dei rendimenti obbligazionari e dall’approvazione nel weekend del pacchetto di stimoli fiscali per 1,9 trilioni di dollari, malgrado la sua attuazione provocherà un considerevole aumento del debito pubblico nei prossimi anni.
Nella scorsa ottava, ricordiamo, l’aumento dei rendimenti obbligazionari ha innescato un ampio sell-off, in primis sui titoli tecnologici, che hanno chiuso la peggiore settimana da ottobre. Le vendite hanno acquisito slancio quando il rendimento dei titoli del Tesoro USA a 10 anni si è spostato fino all’1,6% (oggi sceso all’1,4%), un livello che non si vedeva da più di un anno.
Tornando in Asia, il Giappone ha riferito che l’occupazione è aumentata nonostante lo stato di emergenza per far fronte a nuovi focolai di coronavirus.
In Corea del Sud, a febbraio, le esportazioni sono aumentate per il quarto mese consecutivo, grazie alla continua crescita delle vendite di chip di memoria e auto.
Sullo sfondo la crescente fiducia tra gli investitori per un’economia sulla via della ripresa in scia alle notizie positive sui vaccini, con l’Fda che ha dato il via libera al vaccino di Johnson&Johnson.
Sul Forex, il cambio euro/dollaro si attesta a 1,202 e il dollaro/yen si fissa a 106,84. Tra le materie prime, petrolio in calo con il Brent a 63,06 dollari al barile (-1%) e il Wti a 60,09 dollari al barile (+0,9%). Oro in flessione a 1.720,80 dollari l’oncia (-0,2%).
Tornando ai listini asiatici, vendite in particolare in Cina con Shanghai a -1,5% e Shenzhen a -1,2%, a cui si allinea Hong Kong (-1,2%).
In Giappone, Nikkei e Topix in flessione rispettivamente dello 0,9% e 0,4%. Acquisti invece in Corea del Sud con il Kospi a +1,1%.
Il tutto dopo le seguenti chiusure di ieri a Wall Street: Russell 2000 (+3,2%), Nasdaq (+3%), S&P500 (+2,4%) e Dow Jones (+1,9%).
























