Wall Street prosegue la settimana difficile con una giornata tutta sull’ottovolante. Tra gli indici principali, il più penalizzato risulta ancora il Nasdaq che scende per la terza seduta consecutiva rimbalzando tuttavia sulla media mobile a 100 giorni.
Il listino tecnologico parte in negativo di un punto e mezzo percentuale, recupera dopo mezz’ora tornando lievemente in positivo e successivamente si inabissa fino a perdere oltre il tre per cento, chiudendo in calo del 2,1%.
Stessa sorte anche per gli altri tre listini con il seguente esito finale: Dow Jones (-1,1%), S&P500 (-1,3%), Russell 2000 (-3,1%) ma in recupero rispetto al -5% di metà seduta.
Il Nasdaq registra un segno negativo da inizio anno.
Il VIX avanza del sei per cento a 28,3 punti, ma in netto calo rispetto al massimo di 31,90.
Bilancio negativo per la gran parte dei titoli tecnologici con ancora Tesla (-5%) tra le più penalizzate, mentre Apple cede un punto e mezzo percentuale ed Amazon meno dell’uno per cento, scendendo tuttavia sotto i 3.000 dollari per la prima volta da diversi mesi. Lieve segno positivo, ma al di sotto del punto percentuale, per Google e Facebook.
Mercato obbligazionario ancora in ebollizione e protagonista del calo del mercato azionario. Esplode infatti al rialzo il rendimento del Tbond che sale di otto punti base al 1,55%, ignorando le parole di Powell che ha tentato invano di raffreddare il recente repentino rialzo dei tassi.
Materie prime anch’esse sotto pressione ed in particolare oro (-1%), argento e platino (-3%) ed in misura più accentuata il rame (-5%). Mentre restano invece invariate le principali commodities agricole, vola al contrario il petrolio che sale del cinque per cento oltre i 64 dollari al barile. Ad incendiare l’oro nero la decisione dell’Arabia Saudita di posticipare a maggio l’eventuale rialzo delle proprie quote di greggio prodotte.
Dollaro in rialzo, oltre la soglia del 1,20 a 1,197 nei confronti della moneta unica, in qualità di asset rifugio.


























