Borse europee incerte dopo l’avvio contrastato degli indici americani, con il Nasdaq in calo dell’1%, lo S&P500 a -0,4% e il Dow Jones a +0,2%.
A piazza Affari il Ftse Mib viaggia poco mosso (+0,1%) in area 24.280 punti. Variazioni contenute anche per il Dax di Francoforte (+0,2%), il Cac 40 di Parigi (+0,1 %), il Ftse 100 di Londra (-0,3%) e l’Ibex 35 di Madrid (-0,6%).
I riflettori soni puntati sulla riunione della Federal Reserve che si concluderà questa sera. I mercati attendono aggiornamenti sulla politica monetaria e l’outlook economico e i commenti del presidente Jerome Powell in merito alla risalita dei rendimenti dei Treasuries.
Gli operatori temono che le crescenti pressioni inflazionistiche, alimentate dalla ripresa dell’economia e dai nuovi stimoli, possano costringere la banca centrale a migrare anticipatamente verso una politica monetaria meno accomodante. Nel frattempo, il tasso del T-bond americano ha toccato un nuovo picco all’1,67% mentre quello del trentennale si è portato sui massimi dal 2019.
In rialzo di riflesso anche i rendimenti dei titoli di Stato decennali europei. Lo spread Btp-Bund risale in area 97 punti base, con il tasso del decennale italiano in aumento allo 0,67%.
Nel Vecchio Continente, focus sulla pandemia e sull’Ema che dovrebbe fornire rassicurazioni sul vaccino di Astrazeneca dopo la sospensione precauzionale degli ultimi giorni.
Sul Forex l’euro/dollaro resta poco mosso a 1,191 dopo i dati di febbraio sull’inflazione dell’eurozona (stabile a +0,9%), così come il cambio tra biglietto verde e yen in area 109,2. Nei prossimi giorni si riuniranno anche la Bank of England e la Bank of Japan.
Tra le materie prime invertono la rotta le quotazioni del greggio con il Brent (-0,9%) a 67,8 dollari e il Wti (-0,7%) a 64,5 dollari, in attesa dei dati settimanali dell’Energy Information Administration sulle scorte statunitensi.
Tornando a Piazza Affari, gli acquisti premiano soprattutto il comparto finanziario con Banco Bpm (+4,3%) e Bper (+2,9%) in vetta al Ftse Mib in scia ai rumor di M&A, mentre torna in rosso Diasorin (-12,3%) dopo il timido rimbalzo delle ultime sedute, seguita da Amplifon (-2,6%).

























