Chiusura in rialzo per i listini del Vecchio Continente, mentre gli indici americani viaggiano contrastati, con una nuova ondata di vendite sui tecnologici all’indomani della riunione della Federal Reserve.
A Piazza Affari il Ftse Mib archivia gli scambi in progresso dello 0,3% a 24.360 punti, sopra la parità come l’Ibex 35 di Madrid (+0,5%), il Ftse 100 di Londra (+0,3%) e il Cac 40 di Parigi (+0,1%), mentre avanza maggiormente il Dax di Francoforte (+1,2%).
Oltreoceano lo S&P500 cede lo 0,4%, il Dow Jones è a +0,4% e il Nasdaq perde l’1,4%, appesantito anche dalla nuova risalita dei rendimenti obbligazionari che penalizza maggiormente i titoli growth.
In Europa l’attenzione era principalmente rivolta al verdetto dell’Ema sul vaccino di AstraZeneca, definito sicuro ed efficace contro il Covid-19 e non associato ad aumento di rischi di trombosi. Le indagini dell’agenzia proseguiranno ma intanto sarà possibile utilizzare il farmaco, dopo la sospensione precauzionale dei giorni scorsi.
In mattinata Christine Lagarde, numero uno della Bce, ha sottolineato il miglioramento della situazione economica ma anche le incertezze legate alla pandemia e al ritmo delle vaccinazioni. La presidente della Bce ha poi ricordato l’importanza delle politiche fiscali nazionali e ha escluso la cancellazione del debito pubblico.
Ieri la Fed ha reso noto che manterrà i tassi su un livello prossimo allo zero fino al 2023 e il presidente Jerome Powell ha riaffermato il supporto all’economia, allontanando le ipotesi di tapering nonostante un miglioramento significativo delle stime di crescita per il 2021 (+6,5% contro il precedente +4,2%).
Tuttavia, l’atteggiamento tollerante nei confronti di un eventuale surriscaldamento dell’economia ha alimentato le aspettative di una crescita più rapida dell’inflazione, spingendo il rendimento del decennale statunitense all’1,75% per la prima volta dal gennaio 2020 e il trentennale al 2,5%, sui massimi da agosto 2019.
In giornata si è riunita anche la Bank of England, che ha confermato il sostegno all’economia ma non ha fornito indicazioni utili a placare l’impennata dei tassi, mentre domani sarà il turno della Bank of Japan.
Dall’agenda macro sono giunti i dati sulle richieste di sussidi di disoccupazione (770 mila nell’ultima settimana), nettamente superiori al consensus (700 mila) e sui massimi da metà febbraio.
Sul Forex il dollaro recupera terreno nei confronti delle altre valute, dopo la discesa seguita all’annuncio della Fed. L’euro/dollaro scende a 1,193 mentre il cambio tra biglietto verde e yen risale leggermente a 109,0.
Tra le materie prime accelerano al ribasso le quotazioni del greggio, con il Brent (-4,7%) a 64,8 dollari e il Wti (-5%) a 61,4 dollari, dopo che le scorte negli Usa hanno superato i 500 milioni di barili.
Sull’obbligazionario, lo spread Btp-Bund si riduce a 95 punti base, con il rendimento del decennale italiano allo 0,68%.
Tornando a Piazza Affari, fra le aziende più capitalizzate avanzano soprattutto Cnh (+3,75%), Stellantis (+3%) e Banca Mediolanum (+2,5%) mentre arretrano Amplifon (-1,7%) e Nexi (-2,7%).

























