Partenza negativa a Wall Street, trascinata al ribasso dal settore tecnologico in scia alla nuova fiammata dei rendimenti dei Treasuries all’indomani della Federal Reserve. Dopo pochi minuti di scambi, il Nasdaq cede l’1,3%, lo S&P 500 lo 0,6% e il Dow Jones lo 0,1%.
Al termine della riunione di ieri, la banca centrale Usa ha lasciato invariati i tassi di interesse prevedendo di mantenerli su un livello prossimo allo zero fino al 2023, ribadendo il pieno supporto della politica monetaria al recupero dopo la crisi Covid.
L’apparente volontà di mantenere il proprio sostegno tollerando un surriscaldamento dell’economia ha alimentato le aspettative di una crescita più rapida dell’inflazione, spingendo nuovamente al rialzo i rendimenti obbligazionari.
Il tasso sul decennale americano sale di circa 10 punti base all’1,74% sui massimi da gennaio 2020, mentre quello sul trentennale ha toccato quota 2,5% per la prima volta da agosto 2019. In rialzo di circa due punti base allo 0,15% il rendimento del biennale.
Sul fronte macro, le nuove richieste settimanali di sussidi di disoccupazione si sono attestate a 770 mila unità, superiori alle 700 mila previste dal consensus e alle 725 mila della rilevazione precedente (rivista da 712 mila).
Sul Forex il biglietto verde torna a rafforzarsi nei confronti delle altre valute in scia all’impennata degli yield dei Treasuries, dopo il calo di ieri seguito ai messaggi dovish del Fomc. Il cambio euro/dollaro arretra a 1,192, mentre il dollaro/yen torna sopra quota 109.
Tra le materie prime, infine, quotazioni del greggio in calo per la quinta giornata consecutiva, con il Brent (-2%) a 66,7 dollari e il Wti (-2,1%) a 63,3 dollari.

























