Lieve flessione di tutti gli indici principali che cedono tra il decimo di punto percentuale del Nasdaq ed i tre decimi del Dow Jones e dello S&P500. In completa controtendenza, al contrario, il Russell 2000 che guadagna l’1,5%.
Cala sensibilmente il VIX che lascia sul terreno oltre il cinque per cento dopo un massimo iniziale a 21,75.
Tecnologici in luce ed ombra con Tesla che recupera il quattro per cento, mentre Facebook, Microsoft ed Apple che scivolano di poco oltre un punto percentuale.
Wall Street non riesce a replicare i nuovi record europei del Dax e dell’Eurostoxx e soffre inizialmente sia l’aumento dei rendimenti obbligazionari che il continuo apprezzamento del dollaro.
Il Tbond tocca l’1,77% ma chiude invariato al 1,71%, mentre il biglietto verde si inerpica fino a 1,172 nei confronti della moneta unica.
Giornata molto negativa per tutte le materie prime, indistintamente, che subiscono la forza della divisa americana. Molto pesanti i metalli preziosi con l’argento che perde il tre per cento appoggiandosi a 24 dollari l’oncia, mentre l’oro arretra di quasi due punti percentuali sfondando al ribasso quota $1.700.
In calo anche rame (-1,5%) e petrolio (-2%) a 60,3 dollari al barile.
Pesanti anche tutte le materie prime agricole, dal frumento (- -2,5%), al caffè (-3,5%) fino al cacao (-4%).

























