Borse europee contrastate, con il Ftse Mib di Milano in flessione dello 0,6% in area 23.600 punti. Debole anche l’Ibex 35 di Madrid (-0,1%), mentre avanzano leggermente Cac 40 di Parigi (+0,4%), il Ftse 100 di Londra (+0,4%), il Dax di Francoforte (+0,1%). A New York, partenza positiva per il Nasdaq (+0,8%) e lo S&P500 (+0,2%), mentre arretra il Dow Jones (-0,2%).
Le minute relative all’ultima riunione della Bce, pubblicate oggi, hanno evidenziato la dicotomia fra il protrarsi di rischi elevati per le prospettive economiche nel breve termine, e sviluppi più positivi nel medio termine. Il Consiglio direttivo ha ribadito la disponibilità ad usare tutti gli strumenti, nella misura adeguata, per assicurare che l’inflazione converga verso il livello desiderato e a garantire una politica monetaria accomodante per tutto il tempo necessario.
Anche la presidente Christine Lagarde, intervenuta all’International Monetary and Financial Committee, ha sottolineato l’impatto della pandemia e delle misure di contenimento nel breve termine, prefigurando una successiva ripresa grazie alle vaccinazioni, al continuo sostegno alla politica fiscale e un rimbalzo della domanda estera.
Ieri, invece, sono stati diffusi i verbali del meeting della Fed, da cui è emersa l’intenzione di attendere maggiori progressi nel recupero dell’economia prima di ridurre il piano di acquisti di asset. L’istituto di Washington ha ridimensionato i rischi legati a un rialzo dell’inflazione, ribadendo che il recente aumento dei rendimenti dei bond riflette le forti prospettive di crescita.
Inoltre, il Segretario al Tesoro statunitense, Janet Yellen, ha rivelato i dettagli del piano per alzare la corporate tax al 28%, al fine di raccogliere circa 2.000 miliardi di dollari, riducendo la dipendenza dall’indebitamento e alleviando la pressione sui tassi di interesse.
Dall’agenda macroeconomica sono giunti i dati peggiori delle attese sulle richieste settimanali di sussidi di disoccupazione negli Stati Uniti (744 mila contro 680 mila del consensus).
Sul Forex l’euro/dollaro risale leggermente a 1,189 mentre il cambio tra biglietto verde e yen si riduce a 109,0.
Tra le materie prime scambiano in ribasso le quotazioni del greggio, con il Brent (-0,3%) a 63,0 dollari e il Wti (-0,5%) a 59,5 dollari.
Sull’obbligazionario, lo spread Btp-Bund resta in area 100 punti base con il rendimento del decennale italiano allo 0,66%, dopo che ieri il Mef ha collocato titoli a sette anni per 7 miliardi e titoli a 50 anni per 5 miliardi registrando una domanda quasi undici volte superiore.
Tornando a Piazza Affari, fra le blue chip gli acquisti premiano soprattutto Atlantia (+4,4%) in scia all’interesse di ACS per Aspi, valutata 9-10 miliardi. Bene anche Saipem (+3,0%) dopo l’upgrade di Mediobanca (da ‘neutral’ a ‘outperform’, con target price alzatoda 2 a 3 euro) e la firma di un Memorandum of Understanding con Siram Veolia per la realizzazione di progetti incentrati sulla transizione energetica in Italia. In calo invece il comparto bancario, in particolare Banco Bpm (-2,6%) e Unicredit (-3,3%), quest’ultima dopo un incontro del management con gli analisti.
























