Chiusura contrastata per le principali borse europee, mentre a Wall Street procedono in calo Dow Jones (-0,5%), S&P500 (-0,6%) e Nasdaq (-1,1%) dopo i record della scorsa ottava.
A Milano il Ftse Mib archivia gli scambi in flessione dello 0,2% a 24.691 punti, sottotono come il Dax di Francoforte (-0,6%) e il Ftse100 di Londra (-0,3%) mentre il Cac 40 di Parigi termina in rialzo dello 0,2% e l’Ibex35 di Madrid dell’1,3%.
Negli USA è entrata nel vivo la stagione delle trimestrali che vedrà questa settimana la diffusione dei risultati di circa 80 società dello S&P 500. Prima dell’avvio degli scambi, Coca Cola ha presentato i conti del primo trimestre 2021 riportando vendite superiori alle attese degli analisti, mentre a mercati chiusi sarà la volta di Ibm.
I risultati corporate potranno fornire maggiori indicazioni sulla ripresa dell’economia, dopo i solidi dati macro pubblicati la scorsa settimana in Cina e Stati Uniti che hanno spinto l’azionario globale verso nuovi record.
Il contesto globale resta comunque parzialmente frenato dalle persistenti incertezze legate alla pandemia. La scorsa settimana i nuovi contagi a livello globale hanno superato quota 5,2 milioni, segnando il dato più alto da inizio pandemia, con una situazione particolarmente critica in India.
Giovedì è in programma il meeting della Banca Centrale Europea che secondo le attese non apporterà cambiamenti alla politica monetaria. L’aggiornamento del programma pandemico dovrebbe infatti arrivare a giugno, insieme all’update trimestrale delle stime economiche.
Sul Forex, il dollaro cede terreno nei confronti delle principali valute, con l’euro/dollaro in rialzo a 1,203 e il cambio fra biglietto verde e yen in discesa a 108,1. Tra le materie prime viaggiano poco mosse le quotazioni del greggio, con il Brent (+0,15%) a 66,7 dollari e il Wti (flat) a 63,2 dollari.
Sull’obbligazionario, lo spread Btp-Bund si amplia lievemente a 102 punti base con il rendimento del decennale italiano allo 0,79%.
Tornando a Piazza Affari, performance positiva per i bancari Bper (+3,15%), Leonardo (+2,4%) e Unicredit (+1,2%). In calo Cnh (-4,5%) dopo stacco cedola e lo stop alle trattative con Faw, Prysmian (-3,3%) e Stm (-2,3%).


























