Prevalgono gli acquisti sulle borse europee al termine di una giornata volatile, grazie anche al miglioramento di Wall Street dopo una partenza cauta.
A Piazza Affari il Ftse Mib termina in rialzo dello 0,3% a 24.161 punti, ben intonato come il Dax di Francoforte (+0,4%), il Ftse 100 di Londra (+0,5%), l’Ibex 35 di Madrid (+0,7%) e il Cac 40 di Parigi (+0,7%).
A Wall Street avanzano Dow Jones (+0,5%), S&P500 (+0,5%) e Nasdaq (+0,6%), nonostante il tonfo di Netflix (-7%) che riportato un numero di nuovi abbonati inferiore alle attese.
I listini si sono lievemente allontanati dai massimi storici, complice la risalita dei contagi in alcune aree del mondo che ha riacceso i timori di nuovi lockdown e ritardi nelle riaperture.
L’Organizzazione mondiale della sanità ha osservato una nuova accelerazione della pandemia in tutte le regioni ad eccezione dell’Europa, con l’India a guidare la classifica in Asia. A ciò si sommano gli intoppi nelle campagne vaccinali, che aumentano ulteriormente i dubbi.
Domani l’attenzione si sposterà sulla riunione della Bce. Gli operatori non si attendono modifiche alla politica monetaria, ma si focalizzeranno su eventuali indicazioni in merito al recente rafforzamento dell’euro e all’andamento dei rendimenti obbligazionari.
Sul Forex, l’euro/dollaro si attesta a 1,204 mentre il cambio tra biglietto verde e yen è stabile a 108,1.
Tra le materie prime perdono terreno le quotazioni del greggio con il Brent (-1,0%) a 65,9 dollari e il Wti (-1,2%) a 61,9 dollari, in scia ai timori legati alla domanda e dopo l’aumento delle scorte statunitensi emerso dai dati settimanali dell’Energy Information Administration.
Sull’obbligazionario, lo spread Btp-Bund si riduce a 101 punti base con il rendimento del decennale italiano allo 0,75%, nel terzo giorno del collocamento del Btp Futura.
Tornando a Piazza Affari, fra le aziende più capitalizzate avanzano soprattutto Moncler (+4,3%), beneficiando della buona intonazione del comparto del lusso in scia ai conti di Kering.
Positive anche Recordati (+2,6%), Ferrari (+2,4%) e Inwit (+2,4%) mentre arretrano le banche e in particolare Bper (-2,2%). Fuori dal listino principale, sprofonda Juventus (-13,7%) dopo il rapido fallimento del progetto Super League.

























