Andrea Orcel, insediatosi ufficialmente come Ceo di UniCredit da una settimana, potrebbe rivisitare l’organizzazione della prima linea manageriale della banca, con una possibile sparizione dei “Co-head” e la reintroduzione della figura del direttore generale.
Lo si apprende da MF, secondo cui il manager sarebbe già al lavoro e un annuncio in tal senso potrebbe arrivare entro metà maggio, mentre nelle settimane successive si comincerà a ragionare sul nuovo piano industriale, che potrebbe vedere la luce il prossimo settembre.
Orcel potrebbe dunque rivedere la struttura organizzativa che era stata predisposta dall’ex Ad Jean Pierre Mustier, con qualche attuale top manager che potrebbe lasciare l’istituto.
Secondo il giornale, il primo cambiamento che potrebbe essere apportata è l’eliminazione della figura dei co-head, che di fatto creano duplicazioni per ogni ruolo di vertice e che Mustier aveva introdotto per evitare eccessive concentrazioni di potere nei ruoli apicali.
La seconda modifica che potrebbe essere reintrodotta riguarda la possibile reintroduzione del direttore generale, ruolo di fatto rimasto vacante dopo l’uscita di Gianni Franco Papa nel 2019.
Al direttore generale potrebbe essere affidata la responsabilità di rilanciare la rete commerciale e la gestione del commercial banking, uno dei pilastri della banca.
In tal modo, secondo il giornale, Orcel potrebbe concentrarsi su un’eventuale operazione straordinaria che possa contribuire ad accelerare la strategia di crescita del gruppo.
Per il possibile ruolo di direttore generali si starebbero già considerando alcune candidature con una significativa esperienza nel mercato italiano. Il quotidiano cita Pier Francesco Saviotti, ex Ad di Banco Popolare.
Alcuni cambiamento potrebbero esserci anche nel corporate & investment banking, oggi guidato da Richard Burton, dove potrebbero arrivare banchieri con cui Orcel ha avuto modo di collaborare nelle sue precedenti esperienze.
Intorno alle 11:30 a Piazza Affari il titolo guadagna lo 0,2% a 8,08 euro, mentre l’indice di settore viaggia sulla parità.
























