Giornata negativa per le principali piazze asiatiche nonostante la seduta in rialzo di Wall Street (con nuovi record intraday), dove il focus resta sulle trimestrali, sul piano da 1.800 miliardi dell’amministrazione Biden per le famiglie e sulle nuove rassicurazioni arrivate dalla Fed sul proseguimento di una politica monetaria accomodante finché necessario.
Sullo sfondo restano ancora vive le preoccupazioni riguardanti il ritmo lento delle vaccinazioni contro il coronavirus in alcune parti dell’Asia, incluso il Giappone, oltre all’ondata di casi in India che continuano ad alimentare i timori relativi alla pandemia.
Le borse cinesi si muovono al ribasso dopo il giro di vite dell’antitrust ha pesato sulle aziende tecnologiche. La Cina ha imposto restrizioni ad ampio raggio sulle divisioni
di 13 aziende, tra cui Tencent Holdings e ByteDance, in uno sforzo crescente per tenere a freno i giganti tecnologici della nazione. Lo scopo è rafforzare la conformità con i regolamenti.
Inoltre, i sondaggi dei direttori d’acquisto cinesi hanno indicato un rallentamento dell’espansione dell’attività, poiché le strozzature dell’offerta e l’aumento dei costi hanno pesato sulla produzione e la domanda estera ha perso slancio. Il tutto ha pesato ulteriormente sul sentiment odierno.
Inoltre, il presidente degli Stati Uniti Joe Biden ha preso di mira la Cina nel suo primo discorso al Congresso, impegnandosi a mantenere una forte presenza militare degli Stati Uniti nell’Indo-Pacifico.
Sul fronte macro, in Cina l’indice dei direttori agli acquisti del settore manifatturiero ad aprile si è fissato a 51,1 punti (51,7 punti le attese e 51,9 punti la rilevazione precedente).
In Giappone i cali sono guidati dai titoli tecnologici dopo che alcune trimestrali hanno deluso le aspettative.
Gli investitori sono anche sempre più preoccupati per il Covid-19, perché le nuove infezioni a Tokyo e Osaka stanno aumentando anche dopo la dichiarazione dello stato di emergenza per le due città all’inizio di questa settimana.
Sul fronte macro, in Giappone ad aprile l’indice generale dei prezzi a Tokyo è sceso dello 0,2% (-0,2% le stime e -0,1% la rilevazione precedente).
La produzione industriale giapponese a marzo è salita del 2,2% su base mensile (-2% le stime e -1,3% la rilevazione precedente), mentre l’indice dei direttori degli acquisti ad aprile si è attestato a 53,6 punti (53,3 le attese e 52,7 punti la rilevazione precedente). Il tasso di disoccupazione a marzo è stato pari al 2,6% (2,9% le attese e la rilevazione precedente).
Sul Forex, il cambio euro/dollaro si attesta a 1,2115 mentre il dollaro/yen si fissa a 108,79. Tra le materie prime, petrolio in calo con il Brent a 67,69 dollari al barile (-0,5%) e il Wti a 64,53 dollari al barile (-0,7%). Oro a 1771,4 dollari l’oncia (+0,2%).
Tornando ai listini asiatici, in Cina Shanghai e Shenzhen lasciano sul terreno rispettivamente lo 0,9% e lo 0,5%. Hong Kong a -1,6%.
In Giappone, il Nikkei e il Topix cedono rispettivamente lo 0,7% e lo 0,3%.
Il tutto dopo le seguenti chiusure di ieri a Wall Street: S&P 500 (+0,7%), Dow Jones (+0,7%) e Nasdaq (+0,2%).


























