Partenza negativa a Wall Street, in un contesto che fatica a trovare ragioni specifiche dietro la generale debolezza dei mercati. Dopo pochi minuti di scambi, il Nasdaq cede l’1,1%, lo S&P 500 lo 0,5% e il Dow Jones lo 0,3%.
Gli investitori sembrano privilegiare i titoli ciclici legati a petrolio, materie prime e viaggi in scia all’ottimismo per l’allentamento delle restrizioni, con una parziale rotazione settoriale lontano dai segmenti che avevano maggiormente beneficiato dei lockdown come i tecnologici.
Nonostante il recupero dell’economia globale che sta acquistando forza grazie ai progressi nelle campagne di vaccinazione, i mercati sembrano comunque attenti all’evoluzione di potenziali rischi, a partire da quelli legati a pressioni inflazionistiche.
Ieri il Presidente della Fed, Jerome Powell, ha ribadito come il rimbalzo dell’economia resti disomogeneo a livello territoriale e di reddito, confermando nuovamente il sostegno della banca centrale.
Parole cui hanno fatto eco quelle del presidente della Fed di New York John Williams, secondo cui la ripresa non è ancora tale da spingere a una revisione della politica monetaria.
Nel frattempo, preoccupa la nuova ondata della pandemia che sta colpendo l’India e alcune parti del sudest asiatico, mettendo fortemente sotto pressione i sistemi sanitari di diversi paesi.
Sul Forex il biglietto verde si rafforza nei confronti delle altre valute, in attesa dell’uscita venerdì dei dati sul mercato del lavoro a stelle e strisce ad aprile. Il cambio euro/dollaro arretra a 1,202 mentre il dollaro/yen viaggia a 109,1.
Tra le materie prime in rialzo le quotazioni del greggio con l Brent (+1,5%) a 68,6 dollari e il Wti (+1,4%) a 65,5 dollari, dopo che diversi stati Usa hanno revocato le misure di lockdown e con l’Unione Europea intenzionata ad allentare le restrizioni a viaggiare.
Nel comparto obbligazionario, infine, il rendimento del decennale americano cede due punti base all’1,58%, mentre il tasso su biennale si mantiene allo 0,16%.






















