Mercati – Incertezza nel Vecchio Continente e a Wall Street, positiva Milano

Prosegue a due velocità la seduta delle borse europee, mentre New York ha aperto contrastata con vendite sui tecnologici.

A Milano il Ftse Mib avanza dello 0,6% in area 24.770 punti, positivo come l’Ibex 35 di Madrid (+0,8%). Poco mossi invece il Ftse 100 di Londra (-0,1%), il Dax di Francoforte (-0,1%) e il Cac 40 di Parigi (-0,2%).

Oltreoceano, il Dow Jones guadagna lo 0,6%, lo S&P500 è sostanzialmente invariato (-0,1%) e il Nasdaq arretra dell’1,2%.

Il recente rally delle materie prime alimenta nuovamente i timori per un’accelerazione dell’inflazione che possa costringere la Fed a rivedere la propria politica monetaria, dopo che i dati di venerdì sul mercato del lavoro statunitense, molto inferiori alle attese, avevano allontanato le ipotesi di tapering.

Mercoledì il focus si sposterà sui dati americani relativi ai prezzi al consumo, per i quali si stima un’ulteriore crescita ad aprile. In settimana, attenzione anche agli interventi di diversi esponenti della Fed, da cui gli investitori cercano indicazioni sul percorso di crescita e sulla politica monetaria nei prossimi mesi.

Sul Forex l’euro/dollaro è stabile a 1,216 mentre il cambio tra biglietto verde e yen resta si attesta a 108,8.

Tra le materie prime rallentano le quotazioni del greggio, con il Brent (-0,1%) a 68,2 dollari e il Wti (-0,3%) a 64,7 dollari, sostenute in precedenza dalla notizia di un attacco informatico che ha arrestato l’operatività di Colonial Pipeline.

Sull’obbligazionario, lo spread Btp-Bund si contrae a 115 punti base con il rendimento del decennale italiano allo 0,94%, dopo che venerdì sera Moody’s ha confermato il rating sull’Italia a Baa3.

Tornando a Piazza Affari, fra le aziende maggiormente capitalizzate gli acquisti premiano soprattutto le banche in scia alle trimestrali e alle ipotesi di consolidamento del settore. Bene in particolare Unicredit (+4,9%), Bper (+3,4%) e Banco Bpm (+3,3%). In calo invece Stm (-2,1%) in linea con la debolezza dei tecnologici e Amplifon (-1,6%).