Andamento incerto per i principali listini azionari del Vecchio Continente, così come per gli indici di Wall Street dopo le prime battute.
A Piazza Affari, il Ftse Mib annulla i precedenti guadagni (+0,1%) e torna sotto quota 25.000 punti, in area 24.900 punti. Poco mossi anche il Dax di Francoforte (-0,1%), il Cac 40 di Parigi (-0,15%), il Ftse 100 di Londra (+0,3%) e l’Ibex 35 di Madrid (+0,1%). Oltreoceano, variazioni contenute per Dow Jones, S&P 500 entrambi invariati) e il Nasdaq a (+0,1%).
Il sentiment degli operatori resta diviso tra l’ottimismo per la ripresa dell’economia, i timori legati alle pressioni inflazionistiche e le preoccupazioni per la nuova ondata di contagi in alcune regioni asiatiche.
Domani l’attenzione si sposterà sulle minute della Fed, che potrebbero fornire indicazioni sulle eventuali tempistiche di un tapering da parte della banca centrale statunitense. Ieri, il vicepresidente Richard Clarida ha dichiarato che non ci sono le condizioni per giustificare un allentamento degli stimoli, concetto ribadito anche dal presidente della Fed di Dallas Robert Kaplan, secondo cui non bisogna aspettarsi un rialzo dei tassi fino al prossimo anno.
Per quanto riguarda l’agenda macroeconomica, la seconda stima sul Pil dell’Eurozona del primo trimestre 2021 ha evidenziato un calo dello 0,6% su base trimestrale, confermando la stima preliminare. Su base annua, la seconda lettura delinea una contrazione dell’1,8%, in linea con le attese.
La bilancia commerciale italiana ha mostrato una crescita di importazioni (+6%) ed esportazioni (+3,2%), con un surplus di 5,19 miliardi.
Sul Forex l’euro/dollaro risale a 1,222 mentre il cambio fra biglietto verde e yen scende in area 108,9.
Tra le materie prime invertono la rotta le quotazioni del greggio, con il Brent (-0,2%) a 69,3 dollari e il Wti (-0,3%) a 66,1 dollari.
Sull’obbligazionario, lo spread Btp-Bund si riduce lievemente a 120 punti base, con il rendimento del decennale italiano all’1,09%.
Tornando a Piazza Affari, gli acquisti premiano soprattutto Amplifon (+2,9%), Saipem (+1,2%) e Cnh (+1%), mentre perdono terreno Telecom Italia (-1,2%) alla viglia del Cda sui conti e Prysmian (-1,2%).
























