Partenza poco sopra la parità a Wall Street, dopo la pubblicazione dei dati sull’inflazione americana e sulle richieste dei sussidi di disoccupazione.
Dopo pochi minuti di scambi, il Dow Jones guadagna lo 0,7%, lo S&P 500 lo 0,6% e il Nasdaq lo 0,5%.
L’indice dei prezzi al consumo a maggio ha segnato un +0,6% rispetto al mese precedente, con un consensus al +0,5%. Il dato su base annua ha registrato un progresso del 5% (consensus a +4,7%), dopo il +4,2% di aprile.
Nella settimana che si è conclusa il 5 giugno le richieste di sussidi di disoccupazione sono risultate pari a 376 mila unità, inferiori alle 385 mila unità della settimana precedente. Gli analisti si attendevano richieste per 370 mila unità.
Il numero totale di persone richiedenti l’indennità di disoccupazione nella settimana terminata il 29 maggio è stato pari a 3,499 milioni, in diminuzione rispetto ai 3,757 milioni della settimana precedente (rivisti da 3,771 milioni). Il dato si è rivelato inferiore ai 3,665 milioni previsti dagli analisti.
In Europa la Bce ha confermato i tassi d’interesse tra lo 0% e il -0,5%, affermando che si manterranno su livelli “pari o inferiori a quelli attuali finché le prospettive di inflazione non convergeranno saldamente su un livello sufficientemente prossimo ma inferiore al 2%”, come si legge nella nota diffusa da Francoforte.
Il prossimo appuntamento chiave per i mercati sarà la riunione della Fed in programma la prossima settimana.
Intanto sul Forex il biglietto verde si apprezza nei confronti delle altre valute, in scia all’aumento dei rendimenti dei bond governativi statunitensi. Il cambio dollaro/yen avanza a 109,7, mentre l’euro/dollaro scende a quota 1,21.
Il tasso del decennale americano avanza verso quota 1,51%, mentre quello del biennale si mantiene allo 0,15%.
Tra le materie prime, infine, in rialzo le quotazioni del greggio sui massimi dal 2018 con il Brent (+0,8%) a 72,8 dollari e il Wti (+0,8%) a 70,5, in attesa della riunione OPEC fissata per oggi pomeriggio.























