Mercati – Seduta incerta all’indomani della Fed, Piazza Affari a -0,2%

Chiusura in ordine sparso per le borse europee mentre a Wall Street proseguono contrastati Dow Jones (-0,5%), S&P500 (+0,1%) e Nasdaq (+1,1%), con i tecnologici sugli scudi.

A Milano il Ftse Mib termina poco sotto la parità (-0,2%) a 25.713 punti, poco mosso come il Cac 40 di Parigi (+0,2%), il Dax di Francoforte (+0,1%), l’Ibex 35 di Madrid (-0,1%) e il Ftse 100 di Londra (-0,4%).

Gli operatori sono ancora intenti a valutare le indicazioni emerse ieri dal vertice del Fomc, che ha lasciato invariata la propria politica monetaria, ma allo stesso tempo ha annunciato l’avvio delle discussioni sul tapering e due rialzi dei tassi di interesse entro la fine del 2023.

Toni inaspettatamente più “hawkish” del previsto, nonostante le rassicurazioni del presidente Powell nella successiva conferenza stampa.

Il chairman ha comunque ammesso il rischio di pressioni sui prezzi dopo l’aggiornamento delle proiezioni economiche, che prevedono un’inflazione del 3,4% nel 2021 (rivista dal2,4%) e del 2,1% e 2,2% rispettivamente nel 2022 e 2023. Il Pil è stato rivisto al rialzo a +7% per quest’anno, con un +3,3% atteso nel 2022 e +2,4% nel 2023.

Nell’eurozona i dati di maggio sull’inflazione hanno evidenziato un’accelerazione al 2%, rispetto all’1,6% del mese precedente, mentre in Italia ad aprile l’export ha riportato un aumento mensile del 3,4%, con un saldo commerciale di 5.870 milioni. Negli Usa, le richieste di sussidi di disoccupazione si sono attestate a 412 mila unità, superiori alle 360 mila prevista dal consensus e risalendo dalle 375 mila della settimana precedente.

I messaggi meno accomodanti del previsto da parte della Fed hanno spinto il dollaro sui massimi da due mesi. L’euro/dollaro è in calo a 1,192 mentre il cambio fra biglietto verde e yen si attesta a 110,3.

Tra le materie prime, perdono terreno le quotazioni del greggio con il Brent (-1,7%) a 73,1 dollari e il Wti (-1,5%) a 71,1 dollari, complice il rafforzamento del dollaro oltre alla prospettiva di un accordo sul nucleare in Iran.

Sull’obbligazionario, il rendimento del T-Bond ridiscende in area 1,52% dopo l’impennata di ieri in scia alla Fed, mentre lo spread Btp-Bund aumenta a 101 punti base, con il rendimento del decennale italiano allo 0,82%.

Tornando infine a Piazza Affari, tra le big cap avanzano soprattutto Ferrari (+1,9%) Amplifon (+1,8%) e Stm (+1,2%). In calo invece Tenaris (-2,2%) e Saipem (-1,9%) penalizzate dalla discesa del petrolio.