Mercati Usa – Scivolano ma non cedono sulle parole della Fed

Giornata un po’ più movimentata delle precedenti, in particolare dopo l’esito della riunione della Banca Centrale domestica.

Wall Street parte in lieve rialzo, ma inizia a scivolare già prima delle affermazioni di Powell, il chairman della Federal Reserve.

Quest’ultimo sembra quasi costretto a condividere un atteggiamento futuro un po’ meno espansivo provocando l’impennata dei tassi, del dollaro e la discesa di molte materie prime.

I listini domestici accusano anch’essi inizialmente il colpo, ma poi recuperano oltre metà delle perdite le quali, tuttavia, non hanno mai superato il punto percentuale.

Il bilancio finale vede il Russell 2000 in calo dello 0,1%, il Nasdaq dello 0,2% e comunque al di sopra della soglia dei 14.000 punti, lo S&P500 di mezzo punto percentuale ed il Dow Jones dello 0,8%, il più penalizzato.

VIX in rialzo di sette punti percentuali a 18,15 punti, dopo una partenza in calo fino a 16,4.

Balzo dei rendimenti obbligazionari con la scadenza decennale che guadagna otto punti base al 1,57%.

Cedono, invece, molte materie prime con solo il petrolio che non intende interrompere il trend positivo. L’oro nero parte in rialzo sfiorando i 73 dollari al barile, in scia a scorte domestiche in calo, ma chiude (-0,3%) poco al di sotto dei $72.

Prosegue, invece, il trend negativo del rame che lascia sul terreno oltre un punto percentuale, dopo una partenza al rialzo della stessa entità.

Giornata negativa anche per oro ed argento che cedono entrambi due punti percentuali penalizzati dal rimbalzo del dollaro che sale di un’intera figura fino a 1,1995 nei confronti della moneta unica.