Mercati Asiatici – Seduta contrastata per i principali listini

Seduta contrastata per i principali listini asiatici, orfani di Wall Street rimasta chiusa per la festività dell’Indipendenza.

Gli investitori, alla luce del recente job report diffuso la settimana scorsa, si mantengono fiduciosi che la Fed non ritirerà in tempi brevi l’ingente liquidità immessa sul mercato per supportare la ripresa post pandemia. Nuovi segnali potrebbero emergere dalla diffusione dei verbali relativi all’ultima riunione dell’istituto americano in programma domani.

Le azioni cinesi si muovono al ribasso, con l’indice delle blue-chip che ha toccato un minimo di due mesi. I titoli legati alle aziende sanitarie sono crollati per le preoccupazioni sulle valutazioni elevate.

Nel Paese prevalgono inoltre le preoccupazioni persistenti sulla repressione della della cybersicurezza.

Il regolatore antitrust cinese è pronto a bloccare formalmente il piano di Tencent Holdings di fondere i due principali siti di streaming di videogiochi del Paese, Huya e DouYu, ha riportato Reuters.

Sul fronte politico, il leader di Hong Kong, Carrie Lam, ha affermato che le “ideologie” rappresentano un rischio per la sicurezza nazionale e ha esortato genitori, insegnanti e leader religiosi a osservare il comportamento degli adolescenti e a segnalare alle autorità coloro che infrangono la legge.

In Giappone prevalgono gli acquisti, sostenuti dal rimbalzo di alcuni dei titoli maggiore capitalizzazione.

Il governo giapponese probabilmente deciderà giovedì di estendere lo stato di quasi-emergenza a Tokyo e a tre prefetture vicine oltre la data originaria dell’11 luglio, dopo un picco nel fine settimana delle infezioni da Covid-19, mentre la partenza delle Olimpiadi si avvicina.

Sul fronte macro, in Giappone a maggio i consumi delle famiglie sono scesi del 2,1% su base mensile (-3,7% il consensus e +0,1% la rilevazione precedente), mentre sono saliti dell’11,6% su base annua (+10,9% le stime e +13% la rilevazione precedente).

Sul Forex, il cambio euro/dollaro si fissa a 1,1893 mentre il dollaro/yen si muove a 110,81. Tra le materie prime, petrolio in rialzo con il Brent a 77,50 dollari al barile (+0,4%) e il Wti a 76,75 dollari (+2,1%) dopo il rinvio del vertice Opec+ a data da destinarsi dopo il mancato raggiungimento di un accordo. Oro a 1.805,45 dollari l’oncia (+1,2%).

Tornando ai listini asiatici, in Cina Shanghai e Shenzhen cedono rispettivamente lo 0,4% e lo 0,6%. Hong Kong a -0,4%.

In Giappone il Nikkei e il Topix guadagnano rispettivamente lo 0,3% e lo 0,4%.