Partenza negativa a Wall Street, dopo che i dati sull’inflazione statunitense a giugno hanno mostrato una crescita superiore alle previsioni e con l’attenzione rivolta all’inizio della stagione delle trimestrali.
Dopo pochi minuti di scambi, il Dow Jones cede lo 0,2%, lo S&P 500 cede lo 0,15% e il Nasdaq lo 0,1%.
Lo scorso mese, i prezzi al consumo negli Stati Uniti hanno accelerato oltre le attese, segnando un +0,9% su base mensile (+0,5% il consensus) dal +0,6% del mese precedente e un +5,4% su base annua (+4,9% il consensus) dal +5% di maggio.
Si tratta del maggior incremento dal 2008, superando tutto le previsioni e mostrando i costi più alti associati alla riapertura delle economie dopo i lockdown seguiti allo scoppio della pandemia da Covid.
Dati che alimentano i timori legati alle crescenti pressioni inflazionistiche in un contesto in cui gli operatori si interrogano su quando la Federal Reserve inizierà a ridurre gli stimoli monetari, in attesa di segnali sulle tempistiche di avvio del tapering.
Intanto sul Forex il biglietto verde si rafforza nei confronti delle altre valute, con il cambio euro/dollaro tornato sotto quota 1,18 e il dollaro/yen in rialzo a 110,5. In calo la sterlina a 1,38 sul dollaro.
Per quanto riguarda i risultati corporate, diffusi prima dell’apertura i conti di Goldman Sachs e JP Morgan, che hanno evidenziato un calo dei ricavi da trading ma un balzo degli utili superiore alle attese.
Tra le materie prime in lieve rialzo le quotazioni del greggio con il Brent (+0,3%) a 75,4 dollari e il Wti (+0,1%) a 74,1 dollari, con gli operatori che valutano le implicazioni sulla domanda della recrudescenza del virus legata alla variante Delta e del rallentamento della crescita economica in Cina.
Nel comparto obbligazionario, infine, il rendimento del decennale americano viaggia all’1,36% e quello del biennale allo 0,25%.

























