Le borse europee dovrebbero iniziare la seduta in ribasso, mentre i mercati valutano quanto la politica monetaria potrà rimanere accomodante dopo il balzo a sorpresa dell’inflazione Usa evidenziato dai dati di ieri.
Chiusura negativa martedì a Wall Street, con S&P 500 e Nasdaq che toccano nuovi record intraday in avvio di sessione salvo poi rallentare nel finale cedendo lo 0,4%. In ribasso dello 0,3% anche il Dow Jones.
Tra i mercati asiatici, stamane, Tokyo ha terminato in calo dello 0,4%, mentre Shanghai cede l’1% e Hong Kong lo 0,6%.
L’indice dei prezzi al consumo Usa a giugno ha superato le attese, registrando la crescita più forte dal 2008 con un +5,4% su base annua (a maggio era al 5%) e alimentando i timori legati alle crescenti pressioni inflazionistiche con la riapertura dell’economia.
La Federal Reserve ha più volte rassicurato sulla natura transitoria dell’aumento dei prezzi, ma alcuni operatori vedono il rischio di un incremento più permanente che potrebbe portare a una riduzione degli stimoli della banca centrale prima del previsto.
Il tutto in attesa oggi dell’audizione semestrale sulla politica monetaria del presidente della Fed Jerome Powell al Congresso Usa, che verrà attentamente monitorata in cerca di eventuali indicazioni sulle tempistiche di avvio del tapering.
Focus, inoltre, sulla stagione delle trimestrali di Wall Street che oggi vedrà, dopo la pubblicazione ieri dei risultati migliori delle attese di JP Morgan e Goldman Sachs, la diffusione dei conti di Citigroup, Bank of America e Wells Fargo.
L’azionario globale rimane in prossimità dei massimi assoluti nonostante una serie di fattori rischiano di influenzare l’outlook della ripresa, a cominciare dalla diffusione della variante Delta e dalla possibilità che la crescita economia abbia raggiunto un picco.
Sull’obbligazionario, aumenta la volatilità sulla curva dei Treasury, che ha visto prima un appiattimento in seguito ai dati sull’inflazione Usa, salvo poi invertire la rotta dopo che la debole domanda nella asta di titoli a 30 anni ha spinto al rialzo i rendimenti su tale scadenza.
Sul fronte macro, l’agenda di oggi prevede i dati sulla produzione industriale a maggio nell’Eurozona, mentre nel pomeriggio in Usa uscirà l’indice dei prezzi alla produzione a giugno.
























