Mercati asiatici – Forti vendite in Cina e Hong Kong, Giappone in controtendenza

Seduta sottotono per le principali piazze del continente asiatico, appesantite dalla repressione del settore tecnologico in corso a Pechino che ha fortemente penalizzato l’andamento dei corsi azionari in Cina e a Hong Kong. In controtendenza invece i maggiori indici giapponesi.

Tra le ultime mosse di Pechino si segnala la riforma riguardante il mercato tech dell’istruzione da 100 miliardi di dollari. Una decisione che ha agitato il mercato e suscitato domande su quali potrebbero essere le mosse dei regolatori. I regolatori stanno infatti considerando serie sanzioni, forse senza precedenti, dopo la controversa Ipo a Wall Street di Didi il mese scorso.

Nel frattempo gli operatori monitorano anche l’evoluzione della stagione delle trimestrali con il sentiment che continua a beneficiare della conferma del supporto all’economia da parte delle banche centrali. Un supporto in grado di mitigare le preoccupazioni per la diffusione della variante del virus delta e i rischi di nuove restrizioni.

Sul Forex, il cambio euro/dollaro sale a 1,1778 mentre il dollaro/yen scende a 110,31. Tra le materie prime, petrolio in discesa con il Brent a 72,58 dollari al barile (-1,2%) e il Wti a 71,17 dollari (-1,2%). Sale l’oro a 1.806,80 dollari l’oncia (+0,3%).

Tornando ai listini asiatici, in Cina Shanghai e Shenzhen hanno ceduto entrambi il 2,6%. Hong Kong cede il 3,6%

In Giappone, il Nikkei e il Topix hanno segnato un rialzo dell’1% e dell’1,1%.

Il tutto dopo le seguenti chiusure di venerdì a Wall Street: Nasdaq (+1%), Dow Jones (+0,7%) e S&P 500 (+1%).