Mercati – Eurolistini senza direzione, Milano accelera a +0,4%

Borse europee contrastate ma in miglioramento rispetto alla mattinata, mentre Wall Street ha aperto incerta. A Milano il Ftse Mib avanza dello 0,4% in area 25.230 punti, positivo come l’Ibex 35 di Madrid (+0,4%) e il Cac 40 di Parigi (+0,15%). Ancora sotto la parità, invece, il Dax di Francoforte (-0,3%) e il Ftse 100 di Londra (-0,1%).

Oltreoceano, avvio poco mosso per Dow Jones (-0,1%), S&P500 (flat) e Nasdaq (-0,1%), in attesa nei prossimi giorni della riunione della Fed e delle trimestrali di alcuni colossi come Tesla, Alphabet, Apple, Facebook e Amazon.

Per quanto riguarda la banca centrale, gli operatori sono pronti a cogliere eventuali indicazioni su una riduzione anticipata degli stimoli, anche se è più probabile che si debba aspettare il meeting annuale di Jackson Hole, in programma ad agosto, per avere delucidazioni in questo senso.

In precedenza, il sentiment era stato appesantito dalla nuova stretta cinese sul settore tecnologico e sul comparto dell’istruzione privata, con la prospettiva di nuove limitazioni in altri settori. In mattinata è giunto pure il dato deludente sull’indice IFO che misura la fiducia delle aziende tedesche, in calo sotto le attese a 100,8 punti.

Riflettori puntati, inoltre, sui colloqui di alto livello a Tianjin fra Stati Uniti e Cina, con le relazioni fra le due superpotenze attualmente in una fase di stallo. Sullo sfondo, persistono le preoccupazioni legate alla diffusione della variante Delta del Covid e all’inflazione elevata.

Sul Forex l’euro/dollaro risale in area 1,18 mentre il cambio fra biglietto verde e yen scende a 110,3.

Tra le materie prime viaggiano poco sotto i valori della vigilia le quotazioni del greggio con il Brent (-0,1%) a 73,4 dollari e il Wti (-0,2%) a 72,0 dollari.

Sull’obbligazionario, lo spread Btp-Bund si riduce a 103 punti base, con il rendimento del decennale italiano allo 0,63%.

Tornando a Piazza Affari, sul Ftse Mib si mettono in luce Tenaris (+3%), Banca Mediolanum (+2,8%), Azimut (+2,2%) e Saipem (+2,1%), mentre arretra Inwit (-3,8%).