Giornata sottotono per i principali listini asiatici dopo la seduta poco mossa di Wall Street, dove il focus resta sul piano infrastrutturale da 1.000 miliardi che dovrebbe essere approvato entro il fine settimana dal Senato, per poi inviarlo alla Camera.
L’attenzione degli operatori rimane poi sulle tempistiche per un possibile rallentamento della politica monetaria accomodante da parte della Fed, che però sembrano sembra allontanarsi, poiché la ripresa dell’economia americana non è ancora sufficientemente robusta.
“Il mercato del lavoro statunitense non ha compiuto progressi sufficienti per giustificare l’avvio del tapering da parte della Federal Reserve, ma è sulla buona strada per raggiungere tale livello chiave verso la fine dell’anno”, ha dichiarato Lael Brainard, membro della banca centrale americana.
Sullo sfondo restano le preoccupazione legate alla recrudescenza del Covid-19 in alcune regioni dell’Asia (in primis il Giappone, mentre sono stati rilevati nuovi focolai anche in Cina) a causa della variante delta, oltre che sulle possibile nuove strette regolatorie che potrebbero arrivare da Pechino dopo quelle nel settore tech e dell’education.
In Cina le vendite sui titoli legati alle banche e agli sviluppatori immobiliari sono in buona parte compensati dagli acquisti sui titoli sanitari, dopo che sono stati registrati nuovi contagi da coronavirus in alcune aree del Paese.
A Hong Kong prevalgono di poco le vendite, in particolare sui titoli tecnologici, con Tencent che lascia sul terreno quasi il 6% (dopo essere arrivato a perdere il 10%) dopo che un rapporto dei media ha alimentato le preoccupazioni per una regolamentazione più severa sull’intrattenimento online da parte dei regolatori di Pechino, in quanto causerebbero un’eccessiva dipendenza in molti adolescenti.
Prevalgono le vendite anche in Giappone, con l’aumento dei casi di Covid-19 che pesa sul sentiment. I nuovi casi sono saliti a un record di 12.340 nell’ultimo giorno di luglio, e sono rimasti elevati in agosto, con più di 8.000 infezioni lunedì.
Sul versante macro, in Giappone, a luglio nell’area di Tokyo l’indice generali dei prezzi è salito dello 0,1% su base annua (0,0% le stime e la rilevazione precedente).
Sul Forex, il cambio euro/dollaro si attesta a 1,1874 mentre il dollaro/yen si muove in area 109,11. Tra le materie prime, petrolio in leggero calo con il Brent a 72,75 dollari al barile (-0,2%) e il Wti a 71,14 dollari (-0,2%). Oro a 1.812,10 dollari l’oncia (-0,5%).
Tornando ai listini asiatici, in Cina Shanghai e Shenzhen cedono entrambe lo 0,3%. Hong Kong a -0,3%.
In Giappone, Nikkei e Topix registrano rispettivamente un calo dello 0,6% e dello 0,5%.
Il tutto dopo le seguenti chiusure di ieri a Wall Street: Dow Jones (-0,3%), S&P 500 (-0,2%), e Nasdaq (+0,1%).


























