Seduta incerta per i principali listini asiatici in un clima appesantito dalle preoccupazioni per gli interventi legislativi cinesi che fanno passare in secondo piano il dibattito sulla riduzione degli stimoli negli Usa.
Pechino ha pubblicato un piano quinquennale che introduce una maggiore regolamentazione dei business mentre prosegue il giro di vite su diversi settori che vede tra le ultime mosse l’intensificazione dei controlli sulle piattaforme tecnologiche assicurative.
La banca centrale cinese deve intanto affrontare le richieste di un taglio dei tassi di interesse per far fronte all’impatto sulla crescita determinato dalla pandemia.
Nel frattempo sembrano essersi attenuate le preoccupazioni per una riduzione degli stimoli monetari prima del previsto da parte della Federal Reserve dopo che i dati sull’inflazione Usa hanno evidenziato un rallentamento della crescita dei prezzi a luglio.
Le tempistiche del tapering delle misure di sostegno all’economia da parte delle banche centrali restano comunque al centro del dibattito sui mercati, dato che ci vorranno ancora alcuni mesi per stabilire se l’accelerazione dell’inflazione sia effettivamente da considerarsi transitoria o meno.
Sul fronte della pandemia, continua a preoccupare la diffusione della variante delta con il Giappone che potrebbe estendere le aree in stato di emergenza e la Thailandia che ha registrato un numero record di infezioni.
Sul Forex, il cambio euro/dollaro si attesta a 1,1744 mentre il dollaro/yen si fissa a 110,40. Tra le materie prime, petrolio sulla parità con il Brent a 71,44 dollari al barile e il Wti a 69,22 dollari. Oro a 1.752 dollari l’oncia (-0,1%).
Tornando ai listini asiatici, in Cina, Shanghai e Shenzen segnano rispettivamente -0,1 e -0,2%. Movimenti modesti anche per Hong Kong (-0,3%).
Giappone flat con Nikkei (-0,1%) e Topix (+0,1%).
Il tutto dopo le seguenti chiusure di ieri a Wall Street: Dow Jones a +0,6%, S&P500 a +0,2% e Nasdaq a -0,2%.


























