Mercati – Apertura in ribasso in Europa, Ftse Mib a -0,8%

Apertura in ribasso per le borse europee, con Milano reduce da un’ottava caratterizzata da otto rialzi consecutivi che hanno portato il Ftse Mib al top da settembre 2008, con Parigi e Francoforte in prossimità dei massimi assoluti.

A Piazza Affari, il Ftse Mib arretra dello 0,8% in apertura. A Parigi il CAC 40 cede lo 0,9%, mentre il Ftse 100 e il Dax cedono lo 0,7%. A Madrid Ibex 35 a -0,8%.

Wall Street ha chiuso una settimana positiva con un’ultima seduta tranquilla, ma senza arretrare e consolidando i guadagni precedenti. Dow Jones e Nasdaq hanno chiuso invariati mentre lo S&P500 (+0,15%) ha messo a segno l’ennesimo record assoluto. Il bilancio settimanale registra il Dow Jones in guadagno dello 0,9%, lo S&P500 dello 0,7% ed il Nasdaq di un decimo di punto percentuale.

Deboli stamane i mercati asiatici, con il sentiment appesantito dalla diffusione della variante Delta del Covid e dalla stretta regolatoria della Cina. Tokyo ha terminato in ribasso dell’1,6%, mentre Shanghai cede lo 0,1% e Hong Kong l’1,2%.

Il focus in Cina continua ad essere sulla spinta di Pechino per esercitare un maggiore controllo su un diverso range di settori industriali. Nell’immobiliare, il paese ha sospeso i fondi di private equity dal raccogliere risorse da investire nello sviluppo di proprietà residenziali.

Dall’altra parte, l’azionario asiatico continua a risentire della nuova ondata di contagi del virus, in un’area in cui i programmi di vaccinazione proseguono a rilento rallentando la riapertura delle attività economiche.

Sul fronte macro, in Cina le vendite al dettaglio e la produzione industriale rallentano a luglio per via delle restrizioni legate al Covid-19. Secondo l’Ufficio nazionale di statistica, sono cresciute, rispettivamente, dell’8,5% annuo (+12,1% a giugno e +11,5% le attese degli analisti) e del 6,4% (+8,3% nel mese precedente e +7,8% stimato dai mercati). La disoccupazione è salita al 5,1% dal 5% di giugno.

Infine in Giappone il prodotto interno lordo è cresciuto dello 0,3% nel periodo tra aprile e giugno, superando le stime degli analisti, e dell’1,3% su base tendenziale, malgrado lo stato di emergenza che riguarda ancora diverse prefetture del Paese, a fronte dell’emergenza provocata dal coronavirus e del ridimensionamento generale dei consumi.

Sul Forex il biglietto verde arretra nei confronti delle altre valute, con il cambio euro/dollaro a 1,178 e il dollaro/yen stabile in area 109,3.

Tra le materie prime in ribasso le quotazioni del greggio con il Brent (-1,5%) a 69,5 dollari e il Wti (-1,6%) a 67,1 dollari, dopo che nella settimana appena conclusa l’Opec ha confermato le stime sulla domanda, mentre l’Agenzia Internazionale dell’Energia le ha abbassate per l’effetto della variante Delta.

Sull’obbligazionario, infine, lo spread Btp-Bund riparte in area 102 punti base, con il rendimento del decennale italiano allo 0,54%.

Tornando a Piazza Affari, in apertura in rialzo Atlantia (+0,4%), mentre arretrano Bper Banca (-1,7%), Banco Bpm (-1,5%), Tenaris (-1,7%) e Saipem (-1,6%).