Mercati USA – Prevista apertura in ribasso in scia ai deludenti dati macro della Cina

Prevista apertura in ribasso a Wall Street, in scia ai deboli riscontri dei dati macro dalla Cina e al rapido diffondersi dei contagi.

Wall Street ha chiuso una settimana positiva con un’ultima seduta tranquilla, ma senza arretrare e consolidando i guadagni precedenti. Dow Jones e Nasdaq hanno chiuso invariati mentre lo S&P500 (+0,15%) ha messo a segno l’ennesimo record assoluto. Il bilancio settimanale registra il Dow Jones in guadagno dello 0,9%, lo S&P500 dello 0,7% ed il Nasdaq di un decimo di punto percentuale.

A pesare sul sentiment sono principalmente i deludenti dati macro cinesi e il rapido diffondersi dei contagi (in Giappone, Cina e paesi limitrofi, ma anche negli USA). La produzione industriale in Cina è aumentata del 6,4% su base annua a luglio e le vendite al dettaglio sono cresciute dell’8,5% su base annua nello stesso mese, entrambe inferiori al previsto. Un rallentamento risultato dell’inasprimento delle restrizioni alla mobilità da parte della seconda economia mondiale per contrastare l’avanzata della variante Delta del Covid-19. A segnare il passo sono anche le vendite online di beni di consumo che a luglio sono aumentate solo del 4,4%, molto al di sotto di una media di circa il 21% negli ultimi cinque anni.

Inoltre, come sottolineano gli esperti di MPS Capital Services, il porto di Ningbo-Zhoushan, terzo al mondo per traffico di container, resta ancora parzialmente chiuso da sei giorni a causa della gestione della pandemia, aumentando i timori a livello globale di un ulteriore aumento dei costi di spedizione marittima e inasprimento delle problematiche collegate alle catene di approvigionamento.

Sul sentiment dei mercati incide anche il crollo del governo afghano dopo che gli insorti talebani hanno preso il controllo della capitale Kabul nella giornata di Ferragosto. Il ritorno dell’Afghanistan nelle mani dei jihadisti ha scatenato la fuga della popolazione con caos all’aeroporto di Kabul e almeno cinque morti nella calca per tentare di entrare con la forza negli aerei in partenza dalla capitale afgana.

A testimonianza del momento difficile per i mercati asiatici, in particolare dell’azionario cinese, l’indice Msci Asia-Pacific ex Jpan è sceso dello 0,5% tornando sui minimi annui toccati il mese scorso. In Giappone l’indice Nikkei ha ceduto oggi l’1,62% nonostante la crescita del PIL nel secondo trimestre abbia superato le previsioni. Il paese nipponico va verso l’estensione delle restrizioni Covid fino a metà settembre.

La settimana appena iniziata sarà cadenzata dai verbali del Fomc in uscita mercoledì, ma già domani i riflettori saranno puntati sul discorso del presidente della Fed Jerome Powell.

I rendimenti dei treasury a 10 anni si attestano all’1,26%,  in calo di 11 punti base in sole due sessioni, mentre tra le altre asset class, il petrolio soffre ancora l’acuirsi dei timori di un rallentamento economico che potrebbe comportare un brusco stop della domanda energetica. I deboli dati cinesi di oggi e l’estensione delle restrizioni in Giappone (quarto importatore al mondo di greggio), si aggiungono alle indicazioni di settimana scorsa con l’Agenzia internazionale per l’energia che ha segnalato come la crescente domanda di petrolio ha invertito la rotta a luglio e adesso si prevede che aumenterà a un ritmo più lento nel resto del 2021.