Progressiva accelerazione degli indici americani che evitano di mettere a segno la peggiore settimana nelle ultime sei settimane, ma chiudono comunque in territorio negativo.
Nell’ultima seduta della scorsa ottava, il Dow Jones avanza dello 0,65%, lo S&P500 dello 0,8%, il Nasdaq dell’1,2% ed il Russell 2000 del 1,6%.
Il bilancio della settimana registra tuttavia un calo dell’1,1%, il Nasdaq dello 0,7% e lo S&P500 dello 0,6%.
Sono ancora Nvidia (+5%) e Microsoft (+3%), grazie ai loro nuovi ed ulteriori massimi storici, a trascinare il listino tecnologico.
VIX in forte calo del quattordici per cento a 18,55 punti.
Sul mercato obbligazionario i rendimenti obbligazionari avanzano di due punti base al 1,26% con la Fed che sembra voler anticipare il “tapering” entro fine anno.
Giornata in chiaro scuro per tutti i metalli, indistintamente. I due principali metalli preziosi registrano ancora andamenti divergenti con l’oro che termina invariato e l’argento che cede un punto percentuale, scendendo al di sotto dei $23. Ancora in discesa il palladio di un punto percentuale che perde anche quota 2.300 dollari.
Rimbalza, invece, il rame che avanza di due punti percentuali.
Il petrolio non riesce a fermare la caduta e scivola per la settima seduta consecutiva con un calo del due e mezzo per cento, poco al di sotto dei 62 dollari al barile.
Infine, sul mercato valutario il biglietto verde perde lievemente terreno tornando a 1,17 nei confronti della moneta unica.

























