Mercati Usa – Finale con i fuochi d’artificio

Ultima seduta di ottava con nuovi record a Wall Street, sempre e solo per Nasdaq e S&P500 che salgono rispettivamente dell’1,2% e dello 0,9% con quest’ultimo che chiude al di sopra dei 4.500 punti per la prima volta nella storia.

Più esplosivo il rialzo del Russell 2000 (+2,9%) che contrasta con quello più modesto, al contrario, del Dow Jones (+0,7%).

Il protagonista della settimana è il Russell 2000 con un progresso del 5,1%, seguito dal Nasdaq (+2,8%), il quale interrompe una striscia negativa di due ottave consecutive in rosso. Brillanti anche lo S&P500 (+1,5%) ed il Dow Jones (+1%).

Sono ancora i titoli tecnologici a trascinare il mercato con Nvidia e Google che registrano nuovi massimi assoluti.

Malgrado la chiusura del vertice annuale delle Banche Centrali a Jackson Hole evidenzi un prossimo “tapering” da parte della Federal Reserve, Wall Street sembra non preoccuparsene o lo interpreta in modo completamente differente rompendo gli indugi grazie anche al calo del dollaro che scivola fino a quota 1,18 nei confronti della moneta unica.

Crolla il VIX del dodici per cento a 16,45 punti.

Il mercato obbligazionario, pensando ad un ritardo dell’intervento della Fed, penalizza i rendimenti sulla parte lunga della curva dei tassi con il rendimento del Tbond che cede tre punti base al 1,31%.

La discesa del biglietto verde favorisce un concreto rimbalzo dei metalli preziosi con l’oro e l’argento che avanzano di un punto percentuale ed il platino esattamente del doppio, risalendo al di sopra dei 1.000 dollari l’oncia.

Torna a salire anche il petrolio del due per cento sfiorando in chiusura la quota dei 69 dollari al barile.