Fallisce il rimbalzo a Wall Street che tenta più volte un recupero nel corso della seduta, ma si adagia in chiusura sui minimi intraday.
Il Russell 2000 perde l’1%, Dow Jones e S&P500 lo 0,8% ed il Nasdaq lo 0,9%.
Il bilancio della settimana registra l’indice dei trenta titoli principali in calo del 2,4%, quello dello S&P500 dell’1,7% ed il listino tecnologico che arretra dell’1,4%.
Esplode la volatilità con l’indice VIX in aumento dell’undici per cento a quota 20,95 punti.
La debolezza della scorsa ottava si è accentuata con la pubblicazione del dato sui prezzi alla produzione che ha registrato incrementi su basi mensili intorno all’otto per cento e del sei sull’anno precedente.
Tra i principali titoli tecnologici in calo Apple (-3,3%) e Tesla (-2,5%).
Il timore di una sensibile ripresa inflazionistica si fa sempre più evidente e provoca l’impennata di alcune importanti materie prime quali il rame (+3,3%) ed il petrolio (+2,2%) con quest’ultimo che sfiora in chiusura i 70 dollari al barile.
Sul mercato obbligazionario continua l’altalena dei rendimenti, venerdì in ripresa di tre punti base sulla scadenza decennale al 1,33%.
Giornata invece negativa per tutti i principali metalli preziosi. Il palladio che ha tentato un rimbalzo iniziale del tre per cento, dopo diverse sedute di continua discesa, termina con una altra perdita di un punto percentuale. Pesante anche la caduta del platino (-2,5%), seguito dall’argento (-1,7%) e dall’oro (-0,6%).
Dollaro in lieve ripresa a 1,1815 nei confronti della moneta unica.

























