Le borse europee dovrebbero iniziare la seduta sotto la parità, con gli investitori che continuano a valutare il rischio di un rallentamento della ripresa dell’economia e l’impatto dell’elevata inflazione.
Chiusura negativa ieri a Wall Street, con i principali indici americani che si indeboliscono nel finale terminando la giornata poco distanti dai minimi intraday. Il Dow Jones ha perso lo 0,8%, lo S&P 500 lo 0,6% e il Nasdaq lo 0,4%.
Tra i mercati asiatici, stamane, Tokyo ha perso lo 0,5%, dopo la corsa delle ultime settimane che aveva portato il Nikkei sui massimi dal 1990. Hong Kong arretra dell’1,4% e Shanghai dello 0,2%, complici alcuni dati macro deludenti.
I dati di ieri hanno evidenziato una crescita inferiore dell’inflazione Usa ad agosto, rimanendo comunque su livelli elevati e lasciando aperto il dibattitto sulla natura transitoria dell’aumento dei prezzi.
Se da una parte i numeri di ieri possono essere letti come una minor pressione sulla Federal Reserve per iniziare a ridurre i propri stimoli di emergenza, dall’altra gli operatori restano all’erta su numerosi elementi di incertezza.
Tra questi, preoccupa in particolare la minaccia che la variante Delta del Covid ostacoli il progressivo ritorno alla normalità, portando all’introduzione di nuove restrizioni, a cui si aggiunge la nuova stretta regolatoria di Pechino sull’industria privata.
Sul fronte macro, i dati cinesi hanno evidenziato una netta frenata della crescita delle vendite retail, con le nuove misure anti Covid che hanno colpito la spesa per consumi e viaggi durante il picco della stagione delle vacanze estive.
Ad agosto, le vendite al dettaglio in Cina sono aumentate del 2,5% su base annua, ben al di sotto del +7% previsto dal consensus e rallentando nettamente dal +8,5% del mese precedente. Si tratta dell’incremento più debole da agosto 2020.
L’agenda di oggi prevede, inoltre, la lettura finale dell’inflazione ad agosto in Francia e Italia e la produzione industriale dell’Eurozona e degli Stati Uniti.
























