Wall Street tenta un nuovo rimbalzo nella prima parte della seduta che svanisce, tuttavia, nella seconda e peggiora nel finale con tutti gli indici principali che cedono oltre mezzo punto percentuale.
Nel dettaglio, il Nasdaq arretra dello 0,4%, lo S&P500 dello 0,6%, il Dow Jones di trecento punti pari allo 0,8%, mentre più pesante (-1,4%) è il cedimento del Russell 2000.
VIX poco mosso a 19,45 punti, rispetto ai 19,35 della chiusura precedente ma con un picco inraday fino a 20,4.
Mercato obbligazionario con rendimenti in calo di tre punti base sulla scadenza decennale al 1,28%.
La giornata di ieri, sia sul mercato azionario che dei bond, è stata condizionata dal dato sull’inflazione mensile del mese di agosto uscito ben al di sotto delle attese, esito che inizialmente ha galvanizzato i listini ma che conferma comunque il trend rialzista e non transitorio dell’incremento dei prezzi al consumo.
Continua il rialzo del petrolio che ieri ha guadagnato un altro punto percentuale e supera di slancio anche i 70 dollari al barile.
Debole ancora il rame (-1%), il quale consolida i guadagni della scorsa ottava scendendo per la seconda seduta consecutiva.
Colpo di reni di due principali metalli preziosi – oro ed argento – dopo l’ennesima partenza in calo con l’argento che arriva a cedere oltre un punto percentuale. La pubblicazione del dato sull’inflazione spinge di nuovo i due metalli, in progresso entrambi dello 0,5%, con l’oro che risale al di sopra della soglia psicologica dei 1.800 dollari l’oncia.
Nuovo crollo, invece, del palladio che dopo un rimbalzo iniziale di quasi tre punti percentuali, ne cede addirittura sei nel finale chiudendo al di sotto dei 2.000 dollari l’oncia per la prima volta da inizio anno.
Dollaro stabile a 1,181 nei confronti della moneta unica.
























