Mercati – Apertura in calo per l’Europa, Ftse Mib cede l’1,6%

Apertura negativa per le borse europee in linea all’andamento in rosso dei futures di Wall Street, nella prima giornata di una settimana in cui l’attenzione degli operatori sarà rivolta soprattutto sulla riunione della Federal Reserve.

A Milano il Ftse Mib perde l’1,6% in area 25.300 punti. In rosso anche il Dax di Francoforte (-1,7%), il Cac 40 di Parigi (-1,7%), l’Ibex 35 di Madrid (-1,3%) e il Ftse 100 di Londra (-0,9%).

Tra i mercati asiatici, stamane, Tokyo e Shanghai sono rimaste chiuse per festività. Hong Kong perde oltre il 3,5%, appesantita dal crollo del colosso immobiliare Evergrande con l’avvicinarsi delle scadenze sugli obblighi di pagamenti.

Il focus dei mercati è concentrato soprattutto sul meeting del Fomc in programma tra martedì e mercoledì e sulla successiva conferenza stampa del chairman Jerome Powell, da cui si attendono nuove indicazioni sulle prossime mosse di politica monetaria.

La banca centrale americana ha già fatto intendere nelle scorse settimane la volontà di iniziare a ridurre le misure di emergenza per contrastare gli effetti della pandemia entro fine anno.

Gli ultimi dati macroeconomici in chiaroscuro hanno però alimentato i dubbi sulle tempistiche, con un annuncio sul tapering del programma di acquisti mensili di asset che potrebbe essere posticipato a novembre.

Intanto sul Forex il biglietto verde si rafforza leggermente nei confronti delle altre valute, in una giornata priva di appuntamenti rilevanti sul fronte macro. Il cambio euro/dollaro viaggia poco sopra quota 1,17 mentre il dollaro/yen scambia a 109,8.

Tra le materie prime in ribasso le quotazioni del greggio con il Brent (-0,7%) a 74,8 dollari e il Wti (-0,9%) a 71,2 dollari.

Sull’obbligazionario, infine, lo spread Btp-Bund riparte in area 102 punti base, con il rendimento del decennale italiano allo 0,73%.

Tornando a Piazza Affari, in calo in particolare Cnh (-2,9%), Tenaris (-2,5%), Exor (-2,5%), Leonardo (-2,4%) e Moncler (-2,2%), mentre resiste Eni (+0,3%) nonostante lo stacco della cedola per 0,43 euro.