I futures sull’azionario Usa scambiano in ribasso con il derivato sul Nasdaq che cede l’1,5%, preannunciando una partenza negativa a Wall Street in attesa dell’audizione al Senato del presidente della Fed Jerome Powell.
Ieri i principali indici americani hanno chiuso contrastati, con il settore tecnologico appesantito dal rialzo dei rendimenti obbligazionari. Il Nasdaq ha ceduto lo 0,5% e lo S&P 500 lo 0,3%, mentre il Dow Jones è salito dello 0,2%.
Diversi esponenti della banca centrale Usa hanno mandato sempre maggiori segnali hawkish negli ultimi giorni, con i colli di bottiglia nella supply chain globale e la crisi energetica che minacciano di mantenere i prezzi su livelli elevati.
Il chairman della Fed Jerome Powell, che oggi parlerà davanti alla commissione bancaria del Senato Usa, ha dichiarato che il test sull’inflazione è stato superato per iniziare a ridurre gli stimoli, ma non ancora quello sull’occupazione.
Lael Brainard, tra i governatori della Fed, ha dichiarato che il mercato del lavoro potrebbe presto raggiungere i parametri per avviare il tapering, mentre il presidente della Fed di New York John Williams ha sottolineato che ridurre gli acquisti di bond potrebbe presto essere giustificato.
La prospettiva di un minor sostegno da parte della banca centrale americana ha contribuito a spingere al rialzo i rendimenti obbligazionari, alimentando le preoccupazioni sulle elevate valutazioni dell’equity, in particolare nell’industria tech.
Il tasso sul T-bond è salito sui massimi da tre mesi oltre la soglia dell’1,5%, mentre quello sul biennale ha toccato i massimi da marzo e quello sul titolo a cinque hanno ha superato la soglia dell’1% per la prima volta da febbraio 2020.

























