Apertura positiva per le borse europee nell’ultima seduta del terzo trimestre, con i mercati che continuano a valutare l’impatto del rialzo dei costi dell’energia sull’inflazione in un contesto in cui le banche centrali si apprestano a ridurre gli stimoli monetari.
A Milano il Ftse Mib guadagna lo 0,3% in area 25.820 punti. Sopra la parità anche il Cac 40 di Parigi (+0,4%), l’Ibex 35 di Madrid (+0,3%), il Ftse 100 di Londra (+0,3%) e il Dax di Francoforte (+0,1%).
I mercati si avviano ad archiviare il terzo trimestre tra le preoccupazioni per un rallentamento della ripresa globale, complice la crisi energetica, le difficoltà nella supply chain globale e la stretta regolatoria di Pechino.
A ciò si aggiunge la crisi del colosso immobiliare Evergrande in Cina, che non ha pagato per la seconda volta i bondholders dopo il caso di settimana scorsa, anche se le autorità sembrano intenzionate a evitare un potenziale effetto contagio.
Negli Stati Uniti, invece, gli operatori guardano allo stallo nelle discussioni sulla sospensione o innalzamento del tetto del debito, dopo il monito lanciato dal Segretario al Tesoro, Janet Yellen, sul rischio di una paralisi del governo federale.
Sul fronte macro, l’attività manifatturiera cinese a settembre si è contratta per la prima volta dall’inizio della pandemia lo scorso anno, a testimonianza dei danni che sta causando il power crunch su un’economia già in rallentamento.
L’agenda di oggi prevede, inoltre, la lettura preliminare di settembre dell’inflazione in Italia e in Germania, oltre al tasso di disoccupazione in Italia, Germania ed Eurozona, mentre in Usa usciranno le richieste settimanali di sussidi di disoccupazione e la lettura finale del Pil del secondo trimestre.
Intanto sul Forex il biglietto verde è poco mosso nei confronti delle altre valute, dopo il rally degli scorsi giorni che lo ha portato sui massimi dallo scorso novembre. Il cambio euro/dollaro viaggia in area 1,16, mentre il dollaro/yen si mantiene poco sotto quota 112.
Tra le materie prime in lieve ribasso le quotazioni del greggio con il Brent (-0,3%) a 77,9 dollari e il Wti (-0,2%) a 74,7 dollari, dopo l’inatteso aumento delle scorte Usa evidenziato ieri dai dati settimanali Eia e complice il rafforzamento della divisa americana.
Sull’obbligazionario, infine, lo spread Btp-Bund riparte in area 103 punti base, con il rendimento del decennale italiano allo 0,84%.
Tornando a Piazza Affari, bene in avvio Leonardo (+1,4%), Campari (+1,3%), Tenaris (+1,2%), Exor (+1%) e A2A (+1%), mentre arretra Prysmian (-1,2%).
























