Mercati – Apertura positiva per l’Europa, Ftse Mib a +0,4%

Apertura sopra la parità per le borse europee, in un mercato che sembra comunque prediligere la cautela in scia alle preoccupazioni per l’elevata inflazione alimentate dall’aumento dei prezzi delle commodities.

A Milano il Ftse Mib guadagna lo 0,4% in area 25.570 punti. In frazionale rialzo anche il Ftse 100 di Londra (+0,4%), il Cac 40 di Parigi (+0,2%), il Dax di Francoforte (+0,2%) e l’Ibex 35 di Madrid (+0,2%).

L’azionario globale ha perso oltre il 5% dai massimi raggiunti a inizio settembre, appesantito dalla prospettiva di una riduzione degli stimoli monetari da parte della Federal Reserve, dalla crisi energetica e dai timori di un rallentamento della crescita cinese.

Negli Stati Uniti proseguono inoltre le discussioni sul tetto del debito, con il presidente Joe Biden che ha avvisato che il governo rischia di sforare il limite legale questo mese, mentre si avvicina la deadline del 18 ottobre indicata dal Segretario al Tesoro Janet Yellen.

In Cina, invece, continuano a tenere banco le preoccupazioni sul settore immobiliare in scia alla crisi Evergrande. Un altro gruppo del real estate, Fantasia Holdings, ha annunciato di aver mancato il pagamento di un bond in scadenza ieri.

Intanto sul Forex il biglietto verde torna a rafforzarsi nei confronti delle altre valute, in attesa della lettura finale di settembre degli indici Pmi servizi e composito dell’Eurozona e degli Usa. Il cambio euro/dollaro torna in area 1,16 mente il dollaro/yen viaggia a 111,2.

Tra le materie prime ancora in rialzo le quotazioni del greggio con il Brent (+0,4%) a 81,6 dollari e il Wti (+0,2%) a 77,8 dollari, dopo che ieri l’Opec+ ha confermato l’attuale piano che prevede un aumento della produzione di 400 mila barili al giorno.

Sull’obbligazionario, infine, lo spread Btp-Bund riparte in area 104 punti base, con il rendimento del decennale italiano allo 0,84%.

Tornando a Piazza Affari, in rialzo in avvio Unicredit (+1,5%) e Leonardo (+1,1%), mentre arretrano Azimut (-0,5%), Hera (-0,2%) e Snam (-0,2%).