Prosegue in rialzo la seduta degli eurolistini dopo l’avvio positivo di Wall Street. Il Ftse Mib di Milano avanza dell’1,2% in area 26.270 punti, tonico come il Ftse 100 di Londra (+0,9%), l’Ibex 35 di Madrid (+1,1%), il Dax di Francoforte (+1,2%), il Cac 40 di Parigi (+1,3%). Oltreoceano, bene Dow Jones (+0,9%), S&P500 (+1,0%) e Nasdaq (+1,2%) dopo pochi minuti di scambi.
Il focus resta sulle pressioni inflazionistiche e sulla ripresa dell’economia, in un contesto incerto a causa delle tensioni nella supply chain globale, il rialzo dei prezzi energetici e la prospettiva di una riduzione degli stimoli monetari nei prossimi mesi.
Le minute della Federal Reserve diffuse ieri hanno confermato l’ipotesi di tapering graduale a partire da metà novembre o metà dicembre. Intanto gli operatori guardano ai risultati corporate provenienti dagli Stati Uniti, che oggi comprendono Bank of America, Morgan Stanley e Citigroup.
Per quanto riguarda l’aumento dell’inflazione, i dati di ieri sui prezzi al consumo negli Stati Uniti hanno confermato una crescita oltre il 5%, sui massimi dal 2008, alimentando i dubbi sulla transitorietà del fenomeno nonostante le rassicurazioni delle banche centrali. Oggi, le richieste settimanali di sussidi di disoccupazione hanno mostrato una diminuzione a 293 mila unità, al di sotto delle 320 mila previste dal consensus, mentre l’indice dei prezzi alla produzione a settembre è cresciuto meno delle attese.
In Cina, i prezzi alla produzione hanno segnato il maggior incremento dal 1996 (+10,7%) a causa dell’aumento del costo delle materie prime, mentre i prezzi al consumo hanno rallentato al +0,7% rispetto al +0,8% di agosto.
Sul Forex, l’euro/dollaro oscilla in area 1,16 mentre il cambio fra biglietto verde e yen torna in area 113,6.
Tra le materie prime restano in modesto rialzo le quotazioni del greggio con il Brent (+0,7%) a 83,75 dollari e il Wti (+0,5%) a 80,8 dollari, in attesa dei dati dell’Energy Information Administration sulle scorte statunitensi.
Sull’obbligazionario, lo spread Btp-Bund si attesta a 102 punti base, con il rendimento del decennale italiano in discesa allo 0,84%.
Tornando a Piazza Affari, fra le aziende più capitalizzate avanzano soprattutto Banco Bpm (+4,3%), FinecoBank (+4,0%), Nexi (+2,5%) e Bper (+2,4%), mentre arretra Cnh (-1,0%) dopo la chiusura temporanea di alcuni stabilimenti in Europa per via della mancanza di componenti.
























