Mercati asiatici – Movimenti cauti con Cina e Giappone poco distanti dalla parità

Listini asiatici perlopiù poco mossi con gli investitori che mantengono un atteggiamento di cautela.

I segnali positivi che stanno emergendo dalla solida stagione delle trimestrali hanno comunque contribuito a portare in secondo piano, almeno per il momento, le preoccupazioni legate al rallentamento della ripresa economica, alle pressioni sui prezzi, alimentate dai costi energetici, e a una prossima riduzione del supporto da parte delle banche centrali.

Gli operatori continuano nel contempo a monitorare la questione dei debiti di alcuni sviluppatori immobiliari cinesi. Cresce l’attesa per il pagamento degli interessi scaduti sulle obbligazioni in dollari da parte di Evergrande Group mentre i prezzi delle case cinesi sono scesi per la prima volta in sei anni.

Nel frattempo, a Pechino, la banca centrale ha aumentato la liquidità a breve termine, mantenuto stabili i tassi sui prestiti e fissato un tasso di riferimento per lo yuan.

Sul Forex, il cambio euro/dollaro quota 1,1647 e il dollaro/yen 114,60. Tra le materie prime petrolio in calo con il Brent (-0,3%) a 84,79 dollari al barile e il Wti (-0,3%) a 82,17 dollari al barile. Oro a 1.777 dollari l’oncia (+0,4%).

Tornando ai listini asiatici, in Cina Shanghai e Shenzhen rispettivamente in parità e +0,3%.

Hong Kong in evidenza a +1,2%.

In Giappone, Nikkei +0,2% e Topix +0,1%.

Il tutto dopo le seguenti chiusure di ieri a Wall Street: Nasdaq e S&P500 +0,7%, Dow Jones +0,6%.