Mercati asiatici – Indici giapponesi ben intonati, Cina sulla parità

Seduta a due velocità per i principali listini asiatici con gli investitori che restano divisi tra la earning season, i progressi nel programma economico di Biden, i rischi legati all’inflazione e i segnali provenienti dalla Cina.

La fiducia per la solida stagione delle trimestrali compensa le preoccupazioni che l’inflazione elevata e l’inasprimento della politica monetaria possano rallentare la ripresa economica.

A sostenere il sentiment anche le relazioni Usa-Cina dopo che il vice premier cinese Liu He e il segretario al Tesoro degli Stati Uniti Janet Yellen hanno parlato di questioni economiche in una videocall che la controparte asiatica ha definito “pragmatica, sincera e costruttiva”.

Inoltre, negli Usa, i Democratici sono vicini al raggiungimento di un accordo sull’agenda Biden e la Camera potrebbe dare il via libera già questa settimana al piano infrastrutturale da 550 miliardi di dollari.

Sullo sfondo si intensificano i timori legati al settore immobiliare cinese con lo sviluppatore Modern Land China che non ha pagato gli interessi su un’obbligazione da 250 milioni di dollari.

Sul Forex, il cambio euro/dollaro quota in area 1,16 e il dollaro/yen a 114,00. Tra le materie prime petrolio flat con il Brent (0,0%) a 85,17 dollari al barile e il Wti (-0,1%) a 83,64 dollari al barile. Oro a 1.807 dollari l’oncia (0,0%).

Tornando ai listini asiatici, Cina piatta con Shanghai e Shenzhen che oscillano intorno alla parità. Hong Kong a -0,4%.

In Giappone, Nikkei e Topix guadagnano rispettivamente l’1,8 e l’1,2%.

Il tutto dopo le seguenti chiusure di ieri a Wall Street: Nasdaq (+0,9%), S&P500 (+0,5%) e Dow Jones (+0,2%).