Giornata sottotono per i principali listini asiatici dopo la seduta poco mossa ieri a Wall Street, con gli investitori che restano divisi tra la earning season, i rischi legati all’inflazione e i segnali provenienti dalla Cina sul fronte Covid.
La fiducia per la solida stagione delle trimestrali compensa in parte le preoccupazioni che l’inflazione elevata e l’inasprimento della politica monetaria possano rallentare la ripresa economica.
Nel frattempo, le autorità cinesi, dopo avere sospeso la maratona in programma a Pechino, hanno disposto il lockdown per Lanzhou, città di 4 milioni di abitanti, a causa dei casi di Covid. Il tutto dopo che si sono verificati più di 100 casi in 11 province nell’ultima settimana. Hong Kong invece ha fatto sapere che inasprirà le restrizioni all’ingresso.
Sullo sfondo si intensificano i timori legati al settore immobiliare cinese, con lo sviluppatore Modern Land China che non ha pagato gli interessi su un’obbligazione da 250 milioni di dollari. Evergrande, invece, venerdì 29 ottobre, dovrà corrispondere una cedola su un bond in dollari non pagata un mese fa. Le autorità hanno detto al miliardario Hui Ka Yan di usare la sua ricchezza per alleviare la crescente crisi del debito del colosso immobiliare.
Le azioni cinesi si muovono prevalentemente al ribasso, guidati dalle aziende del carbone dopo l’ultima mossa di Pechino per affrontare i prezzi del carbone alle stelle, mentre le azioni legate alla protezione ambientale sono salite sui piani del Paese per colpire un picco di emissioni di carbonio prima del 2030.
La Cina condurrà un lavoro di “pulizia e rettifica” sui siti di stoccaggio del carbone in alcune aree di produzione e vieterà i siti di stoccaggio senza autorizzazioni nella sua ultima mossa per affrontare i prezzi del carbone alle stelle.
La Cina intraprenderà azioni per ridurre i rifiuti, promuovere le energie rinnovabili e il carburante non convenzionale e riformare la sua rete elettrica come parte del suo piano per portare le emissioni di carbonio ad un picco prima del 2030, il gabinetto cinese ha detto martedì.
Ad appesantire il sentiment sulla piazza cinese anche l’intenzione del presidente Xi Jinping di introdurre una property tax sugli immobili, un settore molto indebitato.
Sul fronte geopolitico, a scatenare tensioni sull’asse Washington-Pechino c’è l’intenzione dagli Stati Uniti di annullare il permesso concesso a China Telecom di operare nel Paese come possibile segno di ritorsione delle pressioni che la Cina sta esercitando su Taiwan.
In Giappone il mercato azionario è frenata dai realizzi dopo i guadagni della sessione precedente, in quanto gli investitori sono diventati cauti in vista delle elezioni della camera bassa di domenica che potrebbero veder ridurre il sostegno al nuovo primo ministro del paese.
Il Partito Liberal Democratico del neo premier Fumio Kishida dovrebbe mantenere maggioranza nel parlamento dopo le elezioni generali in programma il prossimo 31 ottobre ma potrebbe perdere dei seggi, secondo quanto riportano fonti di stampa.
Sul Forex, il cambio euro/dollaro quota in area 1,16 e il dollaro/yen a 114. Tra le materie prime petrolio in calo con il Brent (-1%) a 84,81 dollari al barile e il Wti (-1,1%) a 83,69 dollari al barile. Oro a 1.789,05 dollari l’oncia (-0,2%).
Tornando ai listini asiatici, in Cina Shanghai e Shenzhen lasciano sul terreno rispettivamente lo 0,9% e l’1,2%. Hong Kong a -1,5%.
In Giappone, Nikkei e Topix cedono rispettivamente lo 0,3% e lo 0,4%.
Il tutto dopo le seguenti chiusure di ieri a Wall Street: Nasdaq (+0,1%), S&P 500 (+0,2%) e Dow Jones (0,0%).

























