Banca Mediolanum – Utile netto in forte crescita (+50,4%) a 375,8 mln nei 9M 2021

Banca Mediolanum ha archiviato i primi nove mesi del 2021 con commissioni nette ricorrenti pari a 716,2 milioni (+14,3% a/a) e con un un utile netto di 375,8 milioni (+50,4%), grazie anche all’efficientamento operativo.

“Alla base dei risultati straordinari presentati oggi vi è il valore strutturale del nostro modello strategico quanto mai attuale e aderente alla realtà dei giorni che viviamo. Tramite i nostri Family Banker ogni giorno diamo infatti risposte concrete a tutti i bisogni finanziari dei nostri clienti e siamo per loro un riferimento ancor più prezioso dinanzi all’incertezza dello scenario attuale caratterizzato da tassi negativi e dal rincaro prezzi e la conseguente necessità di proteggere e mantenere i propri stili di vita”.

È con queste parole che Massim Doris, Ad di Banca Mediolanum, ha commentato i conti dei primi nove mesi del 2021.

“Attraverso la nostra proposizione, siamo poi in grado di fornire un servizio bancario efficiente e istantaneo, ovvero pienamente in linea con i bisogni e i canoni dell’epoca digitale in cui viviamo. In termini di numeri, voglio in questa sede evidenziare la crescita delle masse amministrate sino alla cifra di 104 miliardi: quel che più è significativo è che questo ulteriore incremento di due miliardi nell’ultimo trimestre è riconducibile interamente a flussi positivi e crescenti di raccolta netta.

Ricordo poi l’attivo della banca, ormai stabilmente oltre la soglia dei trenta miliardi, motivo per il quale, da gennaio 2022 entreremo nel novero delle banche significative in Europa e saremo pertanto vigilati direttamente da BCE” ha aggiunto il manager.

Il margine di intermediazione si è attestato a 1.031,1 milioni (+26,6% a/a), al cui interno le commissioni nette ricorrenti sono salite a 716,2 milioni (+14,3%), con quelle di gestione aumentate a 928,5 milioni (+19,1%) grazie alla crescita delle masse. Includendo le commissioni di performance, salite da 10,9 milioni a 33,4 milioni grazie alla dinamica favorevole dei mercati, le commissioni nette totali si sono fissate a 749,7 milioni (+17,5%).

Il margine di interesse è cresciuto a 197,2 milioni (+11%), fortemente sostenuto dalle erogazioni alla clientela e dal costo della raccolta retail più contenuto rispetto al periodo di confronto.

Dopo costi operativi aumentati in maniera nettamente meno che proporzionale al giro d’affari a 481,9 milioni (+8,5%), il risultato lordo di gestione è stato pari a 549,2 milioni (+48,3%), mentre il periodo si è chiuso con un utile netto di 375,8 milioni (+50,4%).

Dal lato patrimoniale, a fine settembre 2021 gli impieghi salgono a 67,1 miliardi (+16,9% rispetto al 31 dicembre 2020), supportati da maggiori crediti verso clienti (+9% a 30,6 miliardi rispetto a fine 2020).

In aumento la raccolta a 44 miliardi (+20,4% rispetto al 31 dicembre 2020), al cui interno la raccolta da clientela cresce a 29,5 miliardi (+14,4% rispetto a fine 2020).

Sul fronte della solidità patrimoniale, il CET1 al 30 settembre 2021 si fissa al 20,4% (20,4% al 31 dicembre 2020).