RCS – Migliora la gestione operativa nei 9M 2021

Nei primi nove mesi del 2021 il gruppo RCS ha consuntivato ricavi netti pari a 610 milioni, aumentati del 23,6% rispetto al pari periodo del 2020. Una dinamica che ha beneficiato della crescita dei ricavi pubblicitari e della realizzazione di eventi sportivi che l’anno precedente erano stati sospesi e posticipati al quarto trimestre del 2020.

La variazione dei ricavi include inoltre l’effetto positivo di 33,2 milioni del consolidamento integrale del gruppo m-dis nei primi nove mesi del 2021 (valutato a patrimonio netto nel pari periodo 2020).

I ricavi digitali ammontano a 139,9 milioni e rappresentano circa il 23% dei ricavi complessivi, mentre quelli pubblicitari sono stati pari a 232,8 milioni, aumentati di circa il 26% a/a  alla significativa crescita della raccolta pubblicitaria registrata a partire da aprile 2021 con il rallentamento delle misure restrittive della pandemia l’apporto positivo degli eventi sportivi che nel 2020 non si erano potuti disputare.

A partire dal 1° gennaio 2021 è divenuta efficace l’operazione di conferimento da parte di RCS e di Cairo Pubblicità dei rispettivi rami d’azienda relativi alle attività di raccolta pubblicitaria in CAIRORCS Media, società partecipata in misura paritetica. In considerazione del ruolo di principal il gruppo RCS continua a riconoscere a conto economico i ricavi realizzati verso i clienti pubblicitari per i prodotti editoriali di RCS, mentre non sono più rappresentati i ricavi pubblicitari dei prodotti editoriali di terzi (che nei primi nove mesi
del 2020 erano pari a 7 milioni)

I ricavi editoriali e diffusionali si sono incrementati del 9,3% a 280,3 milioni e includono 21,7 milioni di ricavi riferiti alla distribuzione di prodotti di editori terzi, a seguito del consolidamento integrale del gruppo m-dis .

In ambito digitale rilevante è la posizione di mercato di RCS, che si conferma primo editore online nel periodo gennaio-agosto 2021 con un dato aggregato di 32,9 milioni di utenti unici mensili medi (al netto delle duplicazioni), superando i 33 milioni nel mese di agosto (Fonte: Audiweb). I brand Corriere della Sera e La Gazzetta dello Sport si attestano nel periodo gennaio-agosto 2021 rispettivamente a 29,7 milioni e a 19,4 milioni di utenti unici medi al mese e rispettivamente a 4 milioni e 3 milioni di utenti unici giornalieri medi al mese (Fonte: Audiweb 2.0).

L’Ebitda è positivo per 92,1 milioni (+43% a/a), grazie alla dinamica dei ricavi. Gli oneri e proventi non ricorrenti netti sono negativi per 1,1 milioni (negativi per 4,6 milioni nei primi nove mesi del 2020). Si ricorda che il gruppo presenta un andamento stagionale delle attività che penalizza normalmente i risultati del primo e terzo trimestre dell’anno.

L’Ebit balza a 56 milioni e si confronta con un deficit di 8 milioni del 2020.

Il risultato netto del gruppo diventa così positivo per 46,6 milioni, rispetto alla perdita di 54,2 milioni del pari periodo  del 2020.

L’indebitamento finanziario netto si riduce a 14,8 milioni, in calo da 59,6 milioni a fine anno 2020.

L’indebitamento finanziario netto complessivo, che comprende anche debiti finanziari per leasing ex IFRS 16 (principalmente locazioni di immobili) per complessivi 139,3 milioni al 30 settembre 2021, ammonta a 154,1 milioni, in miglioramento rispetto a 214,5 milioni a fine anno 2020.

Il gruppo ritiene di disporre di leve gestionali adeguate per contrastare gli effetti dell’emergenza sanitaria anche nel 2021 e confermare quindi le proprie prospettive di medio-lungo periodo.

Nei primi nove mesi del 2021 l’Ebitda ha già superato i valori dell’intero anno 2020. In considerazione di tali risultati e delle azioni già messe in atto e di quelle previste, in assenza di una ripresa della curva dei contagi e/o un inasprimento delle misure per il contenimento, o significativo ritorno delle regioni nelle più alte fasce di rischio, il gruppo ritiene che sia possibile migliorare ulteriormente i margini (Ebitda) dell’anno 2021 rispetto a quelli realizzati nell’anno 2020 ed una conseguente ulteriore riduzione dell’indebitamento finanziario netto.

L’evoluzione dell’emergenza sanitaria e della situazione generale dell’economia e dei settori di riferimento potrebbe tuttavia condizionare il pieno raggiungimento di questi obiettivi.