I ricavi consolidati dei primi nove mesi 2021 del Gruppo Iren si attestano a 3.104 milioni in aumento del 18,1% su base annua.
L’incremento, che ha interessato tutte le linee di business, è riferibile per 104 milioni alla variazione di perimetro della business unit Ambiente (relativa a I.Blu, consolidata da agosto 2020, e alla Divisione Ambiente Unieco, acquisita a novembre 2020), a maggiori ricavi energetici per complessivi 333 milioni influenzati dall’incremento dei prezzi delle commodities (+436 milioni) e dalla riduzione dei quantitativi venduti (-103 milioni), e ai maggiori ricavi per 66 milioni di euro relativi allo sviluppo delle attività connesse alla riqualificazione energetica e ristrutturazione degli edifici (bonus facciate e superbonus 110%).
L’EBITDA cresce del 12,3% a 732,6 milioni. L’incremento è riconducibile per
circa 28 milioni all’ampliamento del perimetro di consolidamento della b.u. Ambiente.
Contribuiscono al miglioramento del margine l’incremento tariffario dei servizi a rete, le attività connesse ai lavori di riqualificazione energetica e l’andamento dello scenario energetico, caratterizzato da un rialzo repentino del prezzo dell’energia elettrica e quindi del costo di approvvigionamento del gas.
Complessivamente il miglioramento dell’EBITDA ha riguardato le b.u. Ambiente (+23,9%), Energia (+10,9%), Reti (+6,4%) mentre risulta in flessione la b.u. Mercato (-0,4%).
L’EBIT migliora del 16% a 336,4 milioni, dopo ammortamenti accantonamenti e svalutazioni cresciuti meno che proporzionalmente (+9,3% a 396,2 milioni).
L’Utile Netto di Gruppo attribuibile agli azionisti balza del 57,6% a 241,5 milioni, beneficiando anche di minori oneri finanziari netti (-44,5% a 27,2 milioni) e della riduzione temporanea del tax rate pari al 16,5% (29,5% nei 9M 2020).
L’Indebitamento Finanziario Netto al 30 settembre 2021 è pari a 2.858,9 milioni, in flessione di 91 milioni di euro rispetto al dato del 31 dicembre 2020 (2.949,6 milioni). La robusta generazione di cassa copre l’elevato livello degli investimenti, il cash out per le acquisizioni, principalmente di Futura e Sidiren, e il consolidamento dei relativi debiti, e il pagamento dei dividendi pari a 149 milioni.
Infine, gli investimenti tecnici lordi crescono del 12,5% a 466 milioni, in linea con i target annuali attesi.























